Il mensile pratico del mare venerdì, 24 novembre 2017
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Posto barca dubbio affare


21-07-2017 Alberto Casti

Posto barca dubbio affare

La maggior parte dei diportisti non considera la proprietà di un ormeggio un investimento. Sul possesso, per altro solo temporaneo, gravano infatti ingenti costi di gestione

Da un sondaggio tra i nostri lettori è emerso che l’ 86,6 per cento dei diportisti italiani armatori o gestori di un imbarcazione, non è proprietario di posto barca, bensì affittuario.
È un dato che fa riflettere. Soprattutto se accostato al numero di inserzioni di vendita di spazi acquei destinati all’ormeggio che mensilmente vediamo affollare il mercaftino di Bolina.it, nonché le pagine finali della nostra rivista.

La maggiore parte dei naviganti è insomma persuasa che possedere un posto barca non sia in fin dei conti conveniente. Vediamo perché.
È noto che secondo la latitudine i posti barca nel nostro paese abbiano costi nettamente differenti, ma ai fini puramente statistici possiamo dire che il prezzo di vendita tra privati di un ormeggio di categoria III, quindi di lunghezza compresa tra i 10 e i 12 metri, si aggira attorno ai 50.000 euro.

Ovviamente, su tali importi incidono in modo determinante gli anni di concessione residui della struttura (un bene demaniale) che come sappiano non è eterna, ma spesso coincidente con quel-
la assegnata dall’ amministrazione alla società che gestisce l’ approdo. Di solito 50 anni.
Chi ha acquistato un posto barca con contratto per 50 anni nei primi Anni 90 e oggi intende venderlo, deve essere cosciente di avere per le mani un bene che, al netto degli opportuni adeguamenti, oggi vale meno di quando è stato acquistato.

Senza per altro la certezza del possesso. È accaduto, per sempio a Lavagna, che al momento della riassegnazione della connessione demaniale, annullata alla precedente società per bancarotta fraudolenta, non sia stata riconosciuta agli utenti la proprietà dell’ ormeggio.
Ma lasciamo da parte i casi limite e torniamo ai conti della serva. Possedere un posto barca per un’ imbarcazione di lunghezza di 11 metri costa mediamente 2.300 euro l’ anno di spese condominiali. Ciò significa che se il signor Rossi acquista un posto barca per il suo sloop pagandolo oggi 50.000 euro, per i prossimi 50 anni dovrà corrispondere altri 115.000 euro! Più i consumi di acqua, luce, interventi di risanamento, etc.

Certo, così facendo il signor Rossi non dovrà pagare per lo stesso numero di anni l’ affitto di un ormeggio che per la sua barca è stimato in 4.300 euro (che moltiplicato per 50 anni equivale a 215.000 euro), ma intanto ha dovuto dare fondo ai propri risparmi per raggranellare il budget necessario all’ acquisto. Diversa la scelta operata da chi che ha preferito la locazione alla proprietà. Paga quel che è dovu-
to finché gli garba, dopodiché può sempre scegliere di cambiare approdo. Ovviamente nel lungo periodo spenderà più del proprietario, ma almeno non ha dovuto fare fronte a un cospicuo versamento iniziale.
A ben guardare il posto barca non è insomma quel che si può definire un buon investimento, neppure nel caso in cui non si disponga di una barca e si decida di affittarlo. Dovendo comunque fare fronte a 2.300 euro di spese condominiali, a prescindere che queste siano a carico del proprietario o dell’ affittuario, l’ incasso configurabile da un affitto che non voglia essere fuori mercato, diciamo 360 euro mensili, è di appena 190 euro. Un importo che ripagherà l’ esborso complessivo di 165.000 euro (50.000 euro per l’acquisto del posto barca, più i 115.000 di spese condominiali per 50 anni) in 82 anni!
In conclusione, a meno di non disporre dei mezzi e delle capacità per fare della “sana” speculazione, gli unici che riescono a guadagnare dalla gestione dei posti barca sono i porti turistici. E non sempre.

Ecco perché la maggior parte dei naviganti sceglie di essere libero di cambiare approdo (e magari anche paese) a seconda di come soffia il vento. Non è stato altrettanto lungimirante chi scrive, a sue spese proprietario di un posto barca che, come tanti altri non utilizza, non riesce a vendere e solo saltuariamente affitta.
Conforta la speranza che si possa almeno imparare dalle esperienze altrui. Buon vento!