Il mensile pratico del mare sabato, 18 novembre 2017
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Vhf e Dsc: sicurezza o business?


03-08-2017 Fabrizio Coccia

Ci risiamo. Dalle stanze ministeriali filtrano voci di nuovi obblighi per i diportisti.

Vhf e Dsc: sicurezza o business?

Secondo quanto riportato a febbraio da alcuni organi di  stampa (Ansa, Il Sole 24 Ore) e associazioni di settore (Confarca), il comando delle Capitanerie di Porto starebbe spingendo per rendere obbligatoria la radio Vhf con Dsc e, per chi naviga oltre le 30 miglia dalla costa, anche quella Ssb (Hf). La richiesta sarebbe arrivata ai funzionari del ministero delle Infrastrutture e Trasporti nell’ambito dei “tavoli tecnici” attualmente in corso per rendere operativa la legge Delega sulla riforma del Codice della Nautica da Diporto.

Più precisamente, per quanto riguarda la radio Vhf (prevista tra le dotazioni di sicurezza per navigare oltre le 6 miglia dalla costa, ma di fatto presente sulla maggior parte delle unità da diporto) i tradizionali modelli dovrebbero essere  sostituiti con quelli dotati di “Dsc” (Digital Selective Calling) il sistema di chiamata digitale che tra l'altro consente di inviare o ricevere messaggi di soccorso in maniera semiautomatica. Un inspiegabile e oneroso avvicendamento forzato che interesserebbe decine di migliaia di diportisti.
Tra l’altro questo tipo di radio renderebbe obbligatorio avere anche una licenza “ad hoc” per utilizzarla, attualmente la più semplice è la Src (Short Range Operator), un’abilitazione pensata per i professionisti che operano sulle unità commerciali la quale prevede complessi esami (anche in lingua inglese) da effettuarsi esclusivamente a Roma in una sede del ministero dello Sviluppo Economico.

In pratica, se fossero vere queste indiscrezioni, almeno un centinaio di migliaia di diportisti dovrebbero mettersi in coda per andare nella Capitale a sostenere un esame sulle radiotelecomunicazioni internazionali. Una follia. Alla quale si aggiunge la richiesta di obbligare le unità da diporto che navigano oltre le 30 miglia dalla costa a dotarsi anche di una radio Ssb a frequenze medie (Mf-Hf), un complesso e costoso apparecchio (con relativa ingombrante antenna) previsto finora solo per le unità commerciali.
Da sempre Bolina sostiene con passione la cultura della sicurezza in mare, un obiettivo da perseguire anche utilizzando le straordinarie risorse che offre l’attuale tecnologia, dall’Epirb al Navtex, dallo stesso Vhf con Dsc al telefono satellitare, etc. Ma altrettanto decisamente crediamo che la valutazione di come, quando e in che modo cautelarsi in navigazione, fatte salve alcune dotazioni essenziali, debba restare una decisione autonoma dello skipper. Questa prevenzione imposta a colpi di obblighi commerciali sa troppo di business.