Il mensile pratico del mare venerdì, 24 novembre 2017
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Test: servizio o mania?


24-11-2017 Alberto Casti

Lontano dal rigore scientifico, le prove di accessori e barche pubblicate diffusamente dalla stampa specializzata sono limitate a una visione quanto meno parziale della realtà

Test: servizio o mania?

Qualche anno addietro una nota rivista inglese pubblicò un test sulle proprietà antisdrucciolo di una selezione di scarpe da barca. Il collaudatore non doveva far altro che indossarle e stare in piedi su una tavola di legno inclinata. Così facendo e aumentando progressivamente l’inclinazione del supporto, si misurava l’angolo massimo in cui era possibile mantenere l’equilibrio. Tale dato determinava infine il grado di efficienza del prodotto.

Un metodo empirico, questo, che da un punto di vista logico non farebbe una piega, e che tuttavia fa sorridere, perché per quanto si voglia dare libero sfogo alla fantasia, difficilmente la coperta di una barca sarà assimilabile a una tavola di legno. Le forze a cui è soggetto il corpo umano in balia di rollio e beccheggio, poi, hanno poco a che vedere con il mantenimento dell’ equilibrio in una situazione di sostanziale staticità. E se nonostante ciò questa prova conservava la sua parte di attendibilità sulla tenuta del grip, nulla rivelava sul comfort o, sulle proprietà di traspirazione dei tessuti impiegati; dettagli non proprio trascurabili quando si deve scegliere un capo tecnico.

Peggio ancora fece, pressapoco nello stesso periodo, un’altra rivista di vela estera con le cerate. Indossando un modello dopo l’altro, il “tester” veniva sottoposto a impietose secchiate d’ acqua nel chiuso di un laboratorio. La classifica dei prodotti comparati veniva infine stilata in funzione di quanto, al termine di ogni sessione, lo sventurato risultasse bagnato.
Anche in questo caso la situazione ricostruita tra quattro mura, non era per nulla comparabile a un contesto reale. L’impermeabilità poi, sarà anche il primo requisito di una cerata, ma non è certo l’unico. Se fosse così ci si sarebbe fermati ai tessuti catramati del 1800!

Naturalmente vi sono anche dei test per i quali si ravvedere un minimo di senso: dai sistemi di risalita in testa d’ albero, alle proprietà sgrassanti un prodotto per la pulizia della sentina, dalla durata di una batteria, al carico di rottura di talune attrezzature, etc. Ma non è tanto la tipologia di prodotto a fare la differenza, quanto il rigore in fase di analisi.
Qualcuno dei nostri lettori ha mai dato fondo all’ ancora fuori dall’acqua? No? Allora perché per anni si sono costruite tabelle sulla tenuta dei “ferri” analizzandone il comportamento mentre venivano tirate sulla spiaggia da un trattore?

I test non si improvvisano, esistono specialisti che dispongono di appositi banchi e strumenti di misurazione e che vengono pagati per questo. Generalmente poi le grandi aziende sono le prime a organizzare una lunga serie di collaudi prima di immettere un prodotto nel mercato. Ma fidarsi è bene e non fidarsi è meglio, recita l’adagio e siamo d’accordo; resta fermo che per esprimere un giudizio di merito ci vogliono, competenze, mezzi, tempo e soprattutto criterio: un conto è misurare le proprietà meccaniche di un accessorio, un altro il suo impiego in mare laddove la variabile delle condizioni meteo-marine è tutt’altro che trascurabile.

E dei test delle barche ne vogliamo parlare? Cosa si va a cercare? Qual è il metro di misura che ne determina la qualità? La marinità? Il comfort? La velocità? Perché le linee del scafo, il materiale con cui questo è costruito, le dotazioni, la disposizione degli interni, l’attrezzatura, la potenza dell’ entrobordo e molto altro è possibile ricavarli dai dati forniti dal costruttore. E in ogni caso, pur volendo effettuare il fatidico test, quando sarebbe opportuno farlo? Con 10 nodi di vento o con 25? Di inverno o d’estate? E per quanto tempo? Tre ore? Due giorni? Un mese?

Con tutto ciò non vogliamo affermare che le prove pubblicate su testate nazionali ed estere siano inutili. Spesso se ne ricavano anche informazioni interessanti. Ma è bene avere coscienza che si tratta sempre di una visione parziale se non addirittura di parte.
Per questo BOLINA occasionalmente ha effettuato test di accessori, ma mai di barche nuove. Qualche lettore se ne lamenta. Speriamo di aver chiarito le nostre ragioni. Buon vento!