Il mensile pratico del mare venerdì, 24 novembre 2017
06-05-11

Compleanno!

Per festeggiare il decimo compleanno della rivista la redazione di BOLINA ha intrapreso un viaggio a vela di 10.000 miglia, da Roma a Tahiti, nella Polinesia Francese.

Si parte...

La barca è un Impala 40 (metri 12,60), progetto Douglas Peterson, costruita in lega di alluminio nel 1976, salpa nel novembre del 1994 da Riva di Traiano (Civitavecchia) - 70 chilometri da Roma, dove si trovano gli uffici della società editrice - alla volta delle isole Baleari.

Baleari

Dopo una sosta tecnica a Mahon (isola di Minorca), Miranda V, questo il nome della barca, la rotta è continuata fino al marina di Benalmadena nei pressi di Malaga.

Le colonne d'Ercole

I primi di gennaio 1995, l'equipaggio ha raggiunto di nuovo la barca per passare lo Stretto di Gibilterra e iniziare il viaggio nell'oceano Atlantico. Obiettivo: raggiungere l'isola Lanzarote (Canarie). Le 800 miglia vengono coperte in poco più di cinque giorni e Miranda V viene lasciata a riposare nel marina di Puerto Calero.

La traversata dell'atlantico

Il mese di marzo non viene di solito scelto per fare le traversate atlantiche. Anche se le Pilot Charts lo indicano come un "buon" mese per via del costante Aliseo da Nord-Est, di preferenza i navigatori attraversano nei mesi da novembre a gennaio. Ma il viaggio della barca della redazione di BOLINA è anche un'occasione di sperimentazioni, così il giorno 5 marzo Miranda V, dopo un'accurata preparazione, salpa alla volta delle isole Antille, precisamente St Lucia distante 2.800 miglia.

Aliseo Latitante

Nei primi dieci giorni la barca viaggia decisa spinta dall'Aliseo portoghese, con punte di percorrenza di 160 miglia nelle 24 ore, poi il vento cala fino a scemare del tutto costringendo l'equipaggio a lunghe attese dell'Aliseo "vero". Niente panico a bordo, anzi è un'occasione per fare lunghe dormite, leggere libri, prendere il sole. Il vento si fa desiderare per tutte le restanti miglia che separano la barca dalle Antille. Il giorno 28 Miranda V attracca al pontile del marina di Rodney Bay a St Lucia e sul contamiglia si leggono 4.365 miglia percorse dalla partenza da Civitavecchia.

Crociera alle Antille

Nel mese di luglio la barca viene di nuovo raggiunta dalla redazione per il trasferimento in una zona fuori dalle rotte degli uragani. In una crociera di tre settimane che tocca le isole Grenadine: da St Lucia a St Vincent, Bequia, Cannouan, Tobago Cays, Union, Petit St Vincent e Grenada, raggiunge Trinidad.

Sosta a Trinidad

A Trinidad la barca viene alata e sistemata a terra per rinnovare le vernici all'opera morta. I lavori vengono eseguiti presso il cantiere Power Boats. Miranda V riposa nell'isola fino alla fine al febbraio 1996.

Mar dei caraibi

Alla fine del mese di febbraio, la barca è raggiunta da un nuovo equipaggio (due persone, il direttore del mensile Giorgio Casti, e il giornalista Galileo Ferraresi) che la prepara per il trasferimento a Panama. Il programma prevede una sosta alle isole Los Testigos (circa 100 miglia da Trinidad), poi rotta dritta verso la costa panamense. Qui si farà una sosta nell'arcipelago delle San Blas e poi si attraverserà il Canale per lasciare la barca due chiuse prima dello sbocco in Pacifico, presso il cantiere Pedro Miguel. Partiti il giorno 27 febbraio dopo una navigazione abbastanza veloce fanno scalo a Cristobal Colon il 6 marzo, dopo 1.057 miglia. La barca viene lasciata all'unico yacht club all'interno del canale, il "Pedro Miguel Boat Club".

Pacifico poco Pacifico

Un equipaggio di quattro persone, Giorgio Casti, direttore del mensile BOLINA, Hilde Bianchi, Galileo Ferraresi e Marina. Davanti alla prua ci sono 5.000 miglia, l'oceano più esteso. Partenza come da programma il 18 giugno con condizioni "tipiche" pioggia e assenza di vento. Mano a mano che si procede però la situazione peggiora a dopo dieci giorni Miranda V deve invertire la rotta e rientrare allo yacht club: a causa della perdita del deviatore della drizza dell'avvolgifiocco, questa si è avvolta allo strallo d'acciaio danneggiandolo. Il viaggio è rinviato a periodi più propizi. Sono trascorsi quasi due anni da quando Miranda V ha lasciato l'Italia e gli mancano circa 5.000 miglia per completare il programma.

1997:Nuova partenza

Dopo una sosta di otto mesi l'imbarcazione di BOLINA, Miranda V, riprende il suo viaggio. La barca ha riposato in secco nel "Pedro Miguel Boat Club" di Panama, senza l'albero, e in attesa della stagione più propizia per l'attraversamento del Pacifico: obiettivo la Polinesia. Nel giugno del 1996 il tentativo era fallito a causa di condizioni meteo proibitive che avevano messo a dura prova barca ed equipaggio: forti venti contrari non avevano permesso di avanzare e un'avaria allo strallo di prua (la drizza dell'avvolgifiocco si era attorcigliata allo strallo aprendo i trefoli) con quasi 5.000 miglia davanti aveva consigliato di non forzare. Per ciò che riguarda il maltempo, oltre alla situazione meteo locale tipica della stagione, si era aggiunta l'influenza di un uragano in azione a Nord nel Golfo del Messico. Le condizioni meteo del tratto di mare tra Panama e le isole Galapagos (queste sono il prossimo obiettivo del viaggio) interessano da sempre i navigatori. Non esistono condizioni con buona approssimazione di previsione e numerose sono le influenze: l'aliseo che scavalca lo stretto lembo di terra del Centro America, le depressioni che quasi perennemente stazionano nelle montagne della Colombia, e altro. Fatto sta che al di fuori del periodo canonico in cui la maggior parte dei giramondo attraversa questo oceano (tra marzo e maggio) tutto è possibile. Per il tratto di 800 miglia da Panama alle Galapagos si sono impiegati dai quattro giorni ai tre mesi! L'equipaggio di BOLINA stavolta confida nella "buena suerte", quindi non tenta esperimenti e sceglie di partire nella seconda decade di marzo, il periodo "consigliato". Grazie a un apparecchio satellitare Inmarsat C da bordo di Miranda V sono arrivati in redazione i resoconti quotidiani del viaggio, trasmessi via Internet e raccolti nel diario di bordo.