Protezioni
a freddo & gelo
di Antonio Giovannini
BOLINA
Nº 124 -Settembre 1996
Allavvicinarsi
della stagione fredda la nostra barca necessita di una
serie di manutenzioni, sia che si decida di lasciarla in
mare che di metterla in secco. Usandola meno o per
niente, diventando il clima più freddo e più umido,
converrà usare una serie di accorgimenti atti a
proteggere attrezzature e impianti.
Cominciamo dallesterno: una bella lavata alle vele
per togliere al massimo il salino, poi, issate e lasciate
ben asciugare, saranno riposte nei sacchi per mantenerle
il più possibile lontane dalla luce. Gli inox e gli
eventuali ottoni andranno lucidati e ricoperti da un velo
di olio di vaselina o di silicone.
Anche lalbero verrà lavato accuratamente con
saponi neutri e sciacquato prima di passarlo
dallalto in basso, crocette e sartiame inclusi, con
gli stessi oli. Considerando che il clima freddo provoca
una leggera diminuzione della lunghezza dei cavi
metallici, converrà togliere un paio di giri agli
arridatoi di tutto il sartiame e lasciare ben mollato il
paterazzo per non affaticare inutilmente
lattrezzatura. Allontanare poi tutte le drizze
dellalbero per impedire lesioni o abrasioni da
sbattimento.
Anche la catena e lancora vanno lavate con acqua
dolce e messe in modo che non rimangano a contatto con
lacqua che può stagnare nel pozzo-catene.
Converrà ricoverare la bussola allinterno, se
facilmente asportabile; in caso contrario avvolgerla con
un panno di lana, prima di mettere il copribussola, per
proteggerla dalle gelate.
Se ci sono prese daria sarà opportuno indirizzarle
in gran parte verso i venti dominanti, ma qualcuna anche
dal lato opposto, per garantire sempre una corretta
aerazione degli interni.
Per quanto riguarda il motore, e il gruppo elettrogeno
eventuale, conviene farli girare a lungo immettendo acqua
dolce nella mandata di acqua di mare, escludendo
questultima chiudendo la relativa saracinesca. Si
può usare anche una particolare derivazione a
T dal tubo del raffreddamento che può essere
adoperata anche come pompa di sentina demergenza,
già illustrata su BOLINA n. 109, pagina 52.
Lacqua dolce, circolando nel motore, scioglierà i
residui salini che si possono formare nei tubi e
nelleventuale scambiatore di calore. In caso di
soste prolungate, per esempio barca in secco, o di climi
particolarmente rigidi, è opportuno far bere
al motore un ultimo secchio di acqua miscelata con
liquido protettivo antigelo e anticorrosivo, come quello
che si usa per i radiatori delle automobili. Finita
laspirazione del secchio spegneremo immediatamente
il propulsore certi di avere prevenuto gelate e
corrosioni interne.
Nel corso del periodo di fermo, non dimenticate ogni
tanto di cambiare la posizione dei cilindri facendo fare
con il motorino davviamento o con le mani un mezzo
giro al motore.
Spesso, finita lestate ci dimentichiamo il
fuoribordo col risultato di pentircene amaramente
lanno dopo. Anche questo andrà fatto girare a
lungo in un bidone dacqua dolce e alla fine
aggiungeremo olio direttamente nel carburatore (staccando
la miscela) esaurito il quale il motore si spegnerà con
i cilindri pieni dolio. Lo stesso risultato si può
ottenere da fermo, smontando le candele e immettendo
lolio dai fori, spostando poi i cilindri a mano.
Per il wc consiglio, dopo abbondanti pompate di acqua
dolce, unultima mandata con olio miscelato per
tenere ben unte le varie guarnizioni. Per gli interni,
che devono essere il più aerati possibile, converrà
lasciare aperti cale e gavoni sollevando cuscinerie e
materassi.
Anche le sentine, dopo essere state accuratamente
asciugate, saranno lasciate allaria tenendo
sollevati gran parte dei paglioli. Staccare sempre le
batterie prima di lasciare la barca e, per soste lunghe,
separarle luna dallaltra tramite i morsetti
per impedire che leventuale entrata in crisi di una
finisca per scaricare o addirittura rovinare anche le
altre.
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