Stazione meteo a bordo
di Dario Ugentii

BOLINA Nº 129 - febbraio 1997

Il sistema di ricezione che ho sperimentato, sia a bordo della mia Lady Cristina che a casa, è semplice e lo riassumo, completando l’informazione con le caratteristiche del software e la spiegazione del metodo che impiego per interpretare le carte.
Innanzi tutto il personal computer. Il mio è un portatile del tipo “386 SX” (costo 300.000 lire, usato), sistema operativo Dos 6.0, ram 2 Mb, hard disk 40 Mb, scheda grafica Vga, alimentazione continua a 12 V o corrente alternata. Anche con sistemi operativi più “vecchi” e con personal computer 286 dotati di scheda Hercules o Ega è possibile utilizzare il software
Il software utilizzato è denominato “Aea FaxIII” ed è prodotto negli Stati Uniti da Advanced Eletronic Application 2006 196th Street SW Lynnwood, WA 98036 tel. (206)774-5554. L’amico Giorgio Filiberti di Modena (059/ 225034) mi ha detto che è possibile acquistarlo anche nella sua città. Tale software “gira” in ambiente Dos, ma mi risulta che con adeguamenti possa andare anche in Mac. Il ricevitore radio che utilizzo è un Sony modello ICF SW7600G (costo circa 450 mila lire).
E adesso veniamo all’interpretazione delle carte. Quella di questa pagina mostra le linee delle isobare dei giorni 30 novembre e 1° dicembre 1996 Vale ricordare che a 10.000 metri sul livello del mare la pressione è nulla e che sulla superficie è pari a una atmosfera o 1.013 hPa. Questi due giorni sono stati particolarmente significativi per il tempo, con forti nevicate al Nord e violenti nubifragi e mareggiate al Centro-Sud.
Le carte hanno risentito delle condizioni meteorologiche, in quanto nel corso della ricezione si sono manifestate alcune interferenze di segnali morse che hanno alterato la chiarezza di lettura. Il problema può essere quasi sempre eliminato sintonizzandosi su altre fequenze di trasmissione (raccolte in un libretto allegato alla radio), oppure cercando di migliorare la messa a terra del computer.
Cercherò ora di spiegare come si determina la forza del vento e la sua direzione, prendendo come zona di riferimento il litorale laziale. Considerando le due isobare che racchiudono la fascia costiera analizzata (differenza 1 hPa) misuro con un righello sulla carta meteo la distanza fra due tangenti a due isobare. Tale valore, che è la minima distanza fra le due isobare, è pari a 5 mm. A questo punto, al fine di calcolare la distanza in miglia marine fra le due isobare (che denomino “L”), utilizzo la carta meteo ricevuta, ed eseguo le seguenti proporzioni:
1. fra la distanza reale in miglia di due punti noti (ad esempio Fiumicino-Olbia = 130 miglia) e la loro distanza misurata con il righello sulla stessa carta meteo (30 millimetri);
2. fra la distanza reale in miglia “L” (ancora sconosciuta) tra le due isobare considerate e la loro distanza misurata in precedenza sulla carta (5 mm);
Matematicamente la proporzione è la seguente:
130 : 30 = L : 5
Calcolo: L = 5 x 130 : 30 = 21.66 miglia (è la distanza in miglia marine tra le due isobare: sulla carta 5 mm).
E adesso veniamo al vento. La velocità del vento (“V”) che non subisce attrito dalla superficie terrestre, si ricava con la seguente espressione:
V = 790 x 1 hPa : 21.66 = 36.5 nodi.
La cifra 790 è un numero fisso e invariabile. Il valore di “V” deve essere ridotto del 30 per cento per ottenere la velocità reale del vento sul mare, mentre sulla terraferma deve ridursi del 60-65 per cento. Riduzione necessaria per considerare l’attrito con la superficie terrestre (mari, monti, etc.).
Applicate le riduzioni della velocità del vento, dalle quote superiori a quelle più vicine alla superficie terrestre, ci conforta il riscontro con le carte del vento. Ecco l’espressione per il calcolo:
V mare = 36.5 x 70 : 100 = 25.7 nodi.
V terra = 36.5 x 40 : 100 = 14.6 nodi.
Mentre la direzione del vento sarà ricavata dal vettore ruotato di circa 25 gradi rispetto alla tangente alla isobara, orientato in senso orario e divergendo dal centro verso l’esterno dell’area racchiusa dalla concavità di alta pressione (High), mentre sarà ruotato di circa 25 gradi rispetto alla tangente alla isobara, orientato in senso antiorario e convergendo verso il centro dell’area suddetta nel caso di bassa pressione (Low). Per comprendere meglio questo metodo si veda l’articolo Misurare il vento su BOLINA n. 118 (pag. 33).
Analizzando le linee isobare della carta di fig. 1 si dimostra facilmente che la direzione del vento è NNW.
Lo scorso anno, nella mia crociera durata il mese di agosto, partendo da Fiumicino e arrivando fino al golfo di Policastro, insieme ad altre due barche, grazie alla mia stazione meteorologica di bordo ho previsto tutte le perturbazioni in arrivo. Anticipavamo così la partenza dai luoghi esposti, in vista delle evoluzioni meteo (Frontone di Ponza, porto di Ventotene e di Amalfi) e riparavamo in luoghi più sicuri come il porto di Procida, la rada di Infreschi di Marina di Camerota e il porto di Forio d’Ischia.