Il mensile pratico del mare sabato, 18 novembre 2017

Venezia 42

Venezia 42
  • Dettagli tecnici:
  • Lunghezza: 12,60m
  • Larghezza: 6,90m
  • Pescaggio: 1,20m
  • Peso: 6,8t
  • Velatura: 90,00mq

Tipo: Multiscafo

Cantiere: Fountaine Pajot, Francia

Progettista: Michel Joubert e Bernard Nivelt

Un catamarano Fountaine Pajot del 1992, che ha introdotto innovazioni divenute un marchio di fabbrica del cantiere francese

 

All' inizio degIi anni 90 Fountaine Pajot è già uno dei leader mondiali nella costruzione di catamarani da crociera. Dal lancio del primo multiscafo di serie, il Louisiane 37 (1983), il cantiere di Jean-François Fontaine ha accumulato esperienza nella concezione di imbarcazioni sicure, confortevoli e in linea con le esigenze di navigazione di un pubblico sempre più attratto dai multiscafi da crociera. Alcune soluzioni sono già diventate un marchio di fabbrica per i modelli Fountaine Pajot, come l’inaffondabilità degli scafi, le pinnette fisse anti scarroccio sotto agli scafi, i grandi volumi interni. Si punta quindi a rafforzare questi concetti ma anche a ricercare uno stile innovativo in fatto di estetica e prestazioni. L’occasione per il cantiere arriva con un modello di 12,60 metri, il Venezia 42, che porta la firma degli architetti Michel Joubert e Bernard Nivelt. Uscito nel 1992, è un successo immediato e ancora oggi è uno dei multiscafi più diffusi nel charter. A catturare l’attenzione sono innanzitutto le linee d’acqua affusolate degli scafi e la tuga per così dire “avveniristica” che, Vecon la sua forma arrotondata e le lunghe finestre oscurate, sembra uscita da un film di fantascienza. In particolare quel tipo di finestra sulla tuga sarà adottata dal cantiere in tutti i modelli successivi e ancora oggi identifica i multiscafi Fountaine Pajot. Quanto alla costruzione, si sfruttano soluzioni già efficacemente collaudate sui modelli precedenti: gli scafi e il ponte di coperta sono realizzati in sandwich di poliestere, le paratie interne sono in pvc a nido d’ape, mentre la struttura centrale è rinforzata con schiuma di Klegecell (materiale composito leggero e ad alta densità); questi materiali garantiscono resistenza agli sforzi di tensione e flessione, ma anche un peso contenuto. Gli scafi hanno entrate fini a prua e sezione massima verso poppa per favorire l’avanzamento e garantire la stabilità, mentre le pinnette sulle carene consentono di stringere bene il vento nelle andature di bolina. Il piano velico con i suoi 90 metri quadrati è efficiente e gestibile anche con un equipaggio ridotto: comprende un albero armato a 7/8 con randa allunata e un fiocco olimpico. Fiore all’occhiello degli esterni e vera idea rivoluzionaria del Venezia 42 è la copertura della tuga “a berretto”: in pratica il tetto della tuga sporge di alcuni centimetri rispetto alle finestre in modo da creare un’efficace ombreggiatura che protegge dai raggi solari ed evita l’effetto “serra” negli interni. Il pozzetto è confortevole e doe flessione, ma anche un peso contenuto. Gli scafi hanno entrate fini a prua e sezione massima verso poppa per favorire l’avanzamento e garantire la stabilità, mentre le pinnette sulle carene consentono di stringere bene il vento nelle andature di bolina. Il piano velico con i suoi 90 metri quadrati è efficiente e gestibile anche con un equipaggio ridotto: comprende un albero armato a 7/8 con randa allunata e un fiocco olimpico. Fiore all’occhiello degli esterni e vera idea rivoluzionaria del Venezia 42 è la copertura della tuga “a berretto”: in pratica il tetto della tuga sporge di alcuni centimetri rispetto alle finestre in modo da creare un’efficace ombreggiatura che protegge dai raggi solari ed evita l’effetto “serra” negli interni. Il pozzetto è confortevole e dotato di un tavolo abbattibile e panche per almeno otto persone; sulla destra è disposta la seduta del timoniere che offre buona visibilità e può contare su tutti i rinvii di manovra a portata di mano. Gli scafi a poppa sono dotati di scalini per facilitare la discesa a mare. Larghi passavanti agevolano il passaggio a prua dove è installato il trampolino a rete diviso da un camminamento in vetroresina, mentre su entrambi i pulpiti di prua degli scafi sono posizionate due sedute. Gli ambienti interni sono stati affidati all’architetto Olivier Flahaut che ha posto particolare cura nella scelta dei materiali e dei colori per i rivestimenti: dal padouck, legno esotico con venature rosse, al gel coat di colore tabacco per i controstampati, poi laminati ocra e antracite e tappezzeria a tinte cammello. Il locale centrale è un ambiente unico che ospita un quadrato di forma ellittica, la cucina e l’angolo del carteggio. Negli scafi sono sistemate quattro cabine (quelle di poppa disposte per baglio per guadagnare spazio), tutte ben aerate grazie ai tre osteriggi per ciascuna, e due bagni con doccia. Infine la motorizzazione comprende due sail drive da 27 hp.