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Legge di Bilancio: tassata la pesca in mare


31-10-2018 Fabrizio Coccia

Una nuova norma prevede dal 2019 un contributo tra i 10 e i 100 euro per chi pesca a fini sportivi e ricreativi. L'importo varierà anche in base al tipo di attività e se effettuata con una barca.

Legge di Bilancio: tassata la pesca in mare

È sempre la solita storia. Quando le risorse economiche scarseggiano (o vengono gestite male) spuntano nuove tasse creative. L'ultima in arrivo è quella sulla pesca sportiva e ricreativa che sarebbe stata introdotta nell'ultima bozza della Legge di Bilancio, come riportato da alcune agenzie di stampa. La gabella, in vigore dal 2019, colpisce la pesca “non professionale per fini sportivi e ricreativi in mare”, praticamente ogni persona che cala in acqua una lenza, siano il nonno col nipote seduti sul molo con la canna di bambu, che il diportista con la lenza filata a poppa della barca. La tassa da pagare è annuale e varia tra i 10 e i 100 euro commisurata “alla tipologia della pesca sportiva praticata e alla tipologia della imbarcazione utilizzata”. Ma non basta.

Per catturare nel week end spigole e occhiate sarà necessario anche inviare una apposita comunicazione al ministero delle Politiche agricole. Un po' come aprire un'attività commerciale, tanto per semplificare la vita al cittadino e snellire la burocrazia statale. Per i trasgressori è prevista una sanzione di 51 euro. Il fondo di questa nuova tassa confluirà in un "apposito capitolo del bilancio dello Stato per essere riassegnato per l'80%, allo stato di previsione del Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo e per il 20% sul fondo da ripartire per le esigenze di funzionamento del Corpo delle Capitanerie di porto - Guardia costiera da destinare prioritariamente all'attività di controllo in materia di pesca". A disciplinare le modalità di applicazione della tassa sarà un decreto attuativo, che potrà anche disporre esenzioni per alcune categorie.

Sono anni che a livello legislativo si parla di tassare la pesca. E dal 2011 una norma aveva già reso obbligatorio per ogni pescatore, sportivo o ricreativo, l'invio di una comunicazione al ministero delle Politiche Agricole al fine di ricevere un attestato gratuito per esercitare questa attività. Una disposizione, si diceva, utilizzata a fini statistici, solo per conoscere il numero dei praticanti. In molti invece temevano fosse solo un'esca per stimare le possibili prede. Non sbagliavano.

 

Aggiornamento del 5 novembre 2018

La tassa sulla pesca, presente nella relazione tecnica della Legge di Bilancio, è poi sparita nella versione "bollinata", quella firmata dal Capo dello Stato e inviata in Parlamento. Nessuno ha dato spiegazioni. A ogni modo l'importante è questa gabella sia stata sventata, forse anche per le proteste sollevate su tanti social network