Il mensile pratico del mare mercoledì, 19 febbraio 2020
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Facciamo le pulci ai quotidiani


06-02-2020 Alberto Casti

Dal varo di Luna Rossa al titolo di World Sailor of the Year di Marco Gradoni. Diversi i casi di notizie “bucate” o ridotte a meri trafiletti malgrado l’eccezionalità dei fatti

La carta stampata generalista raramente si occupa di vela, anche quando la notizia travalica il limite dell’informazione di settore. E ciò malgrado la disciplina a noi tanto cara sia tra le più praticate in Italia, come avevamo rilevato tra queste colonne qualche mese fa (secondo un censimento del Coni è all’8° posto su 36 specialità sportive). In quell’occasione si era anche sottolineato che in tv e per radio, pur con qualche limite, di nautica se ne parla. La carta stampata invece, in particolare quella quotidiana, è molto più refrattaria a farlo. 
Forse comprensibilmente, le pagine a disposizione sono limitate e l’attualità è così ricca di spunti interessanti (o ritenuti tali) che tanto vale lasciare la vela alle testate specializzate. A Bolina e ai suoi colleghi il mare, ai quotidiani la politica, l’economia, la cronaca nera, gli spettacoli, il calciomercato e i meteoriti che minacciano la Terra. 
 
Il problema semmai è nella laconicità dei contenuti di carattere nautico che eccezionalmente vengono diffusi dalla stampa generalista e che vuoi o non vuoi hanno un effetto negativo sull’indotto. A meno che non ci sia di mezzo un mito della vela come Giovanni Soldini, su Repubblica, il Corriere della sera e La Stampa di barche se ne parla quasi esclusivamente se fanno da contorno a una storia di narcotraffico o se a bordo si è consumato un dramma (delitti, naufragi, trasporto di clandestini, etc.). Il Fatto Quotidiano, il Giornale e il Manifesto invece considerano più che altro la nautica dal punto di vista patrimoniale: oggetto di lusso o prova di evasione fiscale? Dipende da chi capita nel mirino. 
 
Ma al di là delle scelte editoriali legittime, ci sono eventi che dovrebbero trascendere l’interesse di parte e che gli organi di informazioni dovrebbero sentire il dovere di diffondere con adeguati approfondimenti.
Il 2 ottobre è stata varata Luna Rossa, il rivoluzionario Ac75 del team italiano Prada in lizza per la prossima edizione della Coppa America. Che piaccia o meno stiamo parlando di uno dei ritrovati tecnologici più all’avanguardia in ambito di “progettazione navale”, un mezzo avveniristico che sfreccia a 50 nodi tra acqua e aria e che solo per le soluzioni adottate meriterebbe d’essere raccontato dettagliatamente, anche a un pubblico di non addetti ai lavori. Se non dal punto di vista tecnico, almeno per l’inedita sperimentazione in campi quali l’aerodinamica e l’idrodinamica che è stato necessario sviluppare ex novo. Che si trattava di un momento topico l’ha intuito anche il Primo Ministro Giuseppe Conte che, saputo del varo mentre si trovava in trasferta a Cagliari, si è precipitato presso la base di Prada a presiedere all’evento. Ma neppure la sua presenza ha destato il torpore dei quotidiani: ne abbiamo sfogliati quindici pubblicati il giorno successivo al varo. Ne hanno parlato in quattro e tra questi solo il Corriere della Sera gli ha dedicato una pagina. 
 
Altro fatto. Il 29 ottobre il velista italiano Marco Gradoni è stato insignito del titolo di World Sailor of the Year 2019, riconoscimento assegnatogli dalla Federazione Mondiale della Vela per i successi conseguiti in classe Optimist. Gradoni, 15 anni, è il più giovane nella storia e il secondo italiano, dopo Alessandra Sensini, ad aver ricevuto questa onorificenza. A 13 anni aveva già vinto il primo Mondiale Optimist, a cui ne sono seguiti altri tre tra il 2018 e il 2019. Nell’ultimo anno è risultato poi primo in 14 competizioni di classe in Italia e all’estero. Una vera promessa dello sport nazionale. 
Tra i principali quotidiani nazionali ne hanno dato notizia in trafiletti striminziti, La Gazzetta dello Sport, Il Corriere dello sport, il Messaggero, La Repubblica e Il Corriere della Sera. 
Il 17 novembre Ambrogio Beccaria, 21 anni, milanese, ha vinto, primo italiano nella storia, la Mini Transat, transatlantica in solitario dalla Francia ai Caraibi su una barca di 6,50 metri. Ha ricevuto la meritata attenzione sulla carta stampata? Men che meno.