Il mensile pratico del mare domenica, 20 agosto 2017
Post precedente: L'agonismo non fa scuola

La deriva mobile è penalizzata?


21-07-2017 Rodolfo Foschi

La deriva mobile è penalizzata?

Quando ragioni particolari richiedono poca immersione, si può ricorrere alla soluzione delle deriva mobile, in alternativa ad un bulbo a pescaggio ridotto. Deriva mobile in contrapposto a bulbo fisso. Ma non è così semplice.

Ci sono molti modi di rendere variabile l’ immersione (così comeci sono molti modi di concepire un bulbo che peschi poco). Per esaminare tutte le possibilità non basterebbe la nostra paginetta e certamente infliggerei una noia mortale ai miei dodici lettori. Parliamo di barche abitabili e limitiamoci ad una occhiata veloce ad alcune varietà di queste appendici.
Per cominciare distinguerei tra “deriva mobile” e “bulbo mobile”.
La prima è una superficie portante, priva di za-
vorra, che assolve la sola funzione antiscarroccio. La seconda, oltre alla funzione idrodinamica, ha un peso significativo per la stabilità.

La prima scomparendo completamente nella carena, consente nei luoghi dove le maree sono imponenti, di appoggiare lo scafo sul fondo senza problemi. Dalle nostre parti permette di mettere la prua sulla spiaggia anche a barche grandi. Ammesso che ciò serva a qualcosa.
Il secondo conosce una certa diffusione in anni recenti. La ricerca di leggerezza porta a concentrare poca zavorra molto in basso per ottenere potenza con poco peso. A forza di allungare il bulbo per aumentare la leva del “siluro” di piombo che c’è in fondo, si fanno barche che troverebbero ormeggio solo alla banchina delle petroliere. Diventa indispensabile inventare un marchingegno per ridurre l’ immersione. La deriva mobile non contribuisce alla stabilità che deve essere assicurata interamente dalla forma dello scafo, ovvero da carene larghe e piatte. Proprio quel che ci vuole per scafi plananti. Il prezzo da pagare è un ridotto angolo di rovesciamento e la certezza, una volta scuffiati, di rimanere stabilmente pancia all’ aria.

Il bulbo mobile può essere progettato per dare molta potenza ed un angolo di rovesciamento ragionevolmente elevato. Consente scafi meno estremi con buon comportamento in tutte le andature. In teoria potrebbero avvicinarsi alla capacità di autoraddrizzarsi. Il prezzo da pagare è un costoso e delicato meccanismo di sollevamento. E, nelle barche abitabili, un irrimediabile condizionamento degli interni dovuto all’ ingombro del cassone che contiene il congegno.

L’una e l’altra sono parti mobili, e come tali richiedono manutenzione, considerando che stanno perennemente immerse, la cura da dedicarvi è particolare, penso ad esempio, alla difficoltà di arrivare con l’antivegetativo dentro la cassa ed ai lunghi mesi di inattività invernale in cui, denti di cane e corallina, hanno il tempo di crescere e bloccare tutto il movimento.
Come sanno i marinai, ciò che non c’è, non costa e non si guasta. In definitiva queste appendici mobili qualche penalizzazione sembrerebbero averne rispetto al tutto fisso, ma ci sono barche e mari in cui è indispensabile immergere poco, io stesso ne ho sulla coscienza più d’una, si tratta di soppesare vantaggi e svantaggi e decidere con razionalità. In tali casi, più che di penalizzazioni, parlerei di caratteristiche.