Il mensile pratico del mare venerdì, 24 novembre 2017
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Paese che vai, patente che trovi


22-02-2017 Ida Castiglioni

I paesi della comunità europea hanno stabilito con il trattato di Schengen che alcuni documenti sono validi anche all’estero. Questo vale per la patente auto, ma la stessa libertà d’azione non è stata concessa alle patenti nautiche. Una delle tante dimenticanze del Parlamento Europeo.

Paese che vai, patente che trovi


Ciascun paese dispone di una propria legislazione in materia di patenti nautiche e non riconosce per i propri cittadini abilitazioni eventualmente conseguite in altri paesi.
Fanno eccezione gli stati senza sbocchi sul mare che hanno attivato accordi intergovernativi, con altri paesi. L ’ A ustria, per esempio, consente ai propri cittadini di conseguire l’abilitazione in Croazia dove la patente, rilasciata dietro un banale esame e relativo pagamento, è d’obbligo per unità che superano i 3 metri di lunghezza e i 4 kW.

E nel resto d’ Europa? Ecco qualche esempio.
In Grecia è necessaria la patente nautica per la conduzione di natanti con motore fuoribordo superiore agli 11 kW.
In Belgio il brevetto per la navigazione d’altura a vela si ottiene dopo un esame piuttosto semplice teorico-pratico a cui si accede però dopo almeno 12 mesi di esperienza con un tutor patentato.
Anche il mito inglese del “senza patente” va ridimensionato. È vero che per puro diletto ci si può mettere al comando di un’ imbarcazione senza particolari abilitazioni, ma per svolgere qualsiasi attività professionale è indispensabile conseguire le qualificazioni di Yachtmaster – Costal, Offshore, o Ocean. Le tre abilitazioni, gestite dalla Royal Y achting Association, prevedono pre-requisiti e complesse qualificazioni che si ottengono con esami piuttosto complessi a cui si accede sulla scorta di un curriculum di navigazione riferito alle navigazioni effettuate negli ultimi 10 anni.Una tale gestione del log mi ricorda i velisti svizzeri che ho avuto a bordo, ai quali dovevo compilare il libretto delle miglia percorse. Per ottenere la patente B che permette di navigare in mare, gli svizzeri devono sostenere un esame teorico a test (anche sulle maree) e successivamente uno pratico ma, per poter essere ammessi al primo, è necessario essere già in possesso di una patente cantonale D per le barche a vela. E non basta. Devono anche documentare (con certificazione dello skipper) di aver partecipato alla conduzione di una barca per 3 settimane, con almeno 18 giorni in mare e 1.000 miglia percorse.

Nessun problema per navigare in Francia dove i residenti, per le imbarcazioni dotate di un motore di più di 6hp,a vela o a motore, possono ottenere molto facilmente un brevetto di navigazione lungo costa o in alto mare, già a partire dai 16 anni. È previsto un esame teorico-pratico per navigare lungo costa, che permette di accedere a un esame solo teorico per l’ altura.
In Spagna, per le barche a vela lunghe più di 5 metri serve una patente che si ottiene dopo un esame teorico-pratico. Con una barca italiana, all’ingresso in porto bisogna mostrare i documenti che certifichino proprietà e assicurazione. In caso di noleggio, bisogna assolvere a una pratica in Capitaneria e ottenere il documento che certifichi l’equivalenza della propria abilitazione.
Insomma, paese che vai, abilitazione che trovi.
E la patente nautica internazionale, di cui in Europa si parla da anni, continua a rimanere un miraggio.