Il mensile pratico del mare giovedì, 21 giugno 2018
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Se navigare è (troppo) facile


20-06-2018 Fabrizio Coccia

La Volvo Penta ha presentato un prototipo di barca che ormeggia da sola. L'ennesimo passo verso una nautica sempre più “easy”, ma forse asettica.

Se navigare è (troppo) facile

Curiosa coincidenza. In questi giorni in cui a Genova nel Forum “Toward Autonomus Ships” si è discusso dell'avvento delle nuove navi-drone che porteranno le merci a destinazione solcando gli oceani senza equipaggio, a Göteborg, in Svezia, la Volvo Penta presentava un prototipo di imbarcazione in grado di accostare in banchina in modo completamente autonomo. Come le automobili dotate di self-parking per parcheggiare senza toccare il volante. L'easy boating, la “filosofia” dell'andar per mare in modo sempre più facile, avanza inesorabile in tandem con la tecnologia. Producendo prodigiose barche sempre più autonome. Si naviga con meno winch (e quei pochi elettrici), con il pilota automatico, il fiocco autovirante, la randa rollabile, senza tavolo da carteggio (basta il chartplotter), con joystick per manovrare elica e timone e anche con il sistema per regolare le vele e virare in modo automatico (assisted sail trim). Certo, tutto molto comodo. Ma avrà ancora senso definirlo  “navigare”?