Il mensile pratico del mare domenica, 18 febbraio 2018
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È arrivato il winch


09-02-2018 Alberto Casti

Fresco di stampa il nuovo libro di Danilo Fabbroni dedicato interamente ai verricelli: caratteristiche, scelta e manutenzione

Tutti ce l’hanno a bordo, sanno come si usa, ma pochi ne conoscono la storia, lo sviluppo e ne sanno distinguere le caratteristiche. Di cosa si tratta? Del winch, 

uno strumento di origini antiche quanto lo è la marineria, che non ha cessato di evolversi con forme e parti accessorie sempre più sofisticate. Si è cominciato con enormi argani manovrati a forza di braccia all’unisono da decine di marinai, per finire ai verricelli “cavi” in materiali esotici e campana in ceramica utilizzati in Coppa America.
Nel mezzo c’è una miriade di prodotti ciascuno coi suoi sistemi di self-tailing, demoltiplicatori, tipologie di grip, maniglie, sistemi di controllo (manuale, elettrico o idraulico), raccoglitori di cavo e mille altre caratteristiche.
Come scegliere dunque, in questa variegata gamma di prodotti, il winch adatto alle proprie esigenze? Innanzi tutto imparando a riconoscerne le caratteristiche, a calcolare il rapporto di potenza (power ratio), la velocità di tiro (gear ratio) e avendo chiara la funzione per la quale si sceglie un modello anziché un altro. Sarà un winch primario o secondario? Dovrà ruotare in senso orario o antiorario? Lavorerà con un carico orizzontale o verticale? Con quale spessore di cavo? Servirà una scotta o una drizza? In che punto della coperta sarà installato?

A conferire gli strumenti necessari a queste valutazioni è Il winch  (90 pagine, 12 euro), nuovo libro di Danilo Fabbroni pubblicato da Editrice Incontri Nautici.
Esperto velista, rigger professionista e responsabile dei progetti custom di Harken Italia, Fabbroni è un collaboratore di vecchia data della nostra rivista, nonché autore, sempre per Editrice Incontri Nautici, del fortunato manuale tecnico Rigging e dell’ebook semiserio La vela ai tempi dello Ior.
Con questo nuovo volume Fabbroni torna dunque alla tecnica colmando un vuoto nel panorama editoriale con quella che si annuncia essere l’unica monografia esistente in materia. E lo fa con aneddoti e divagazioni utili a rendere la lettura più piacevole di quanto lo sarebbe un manuale puramente didascalico.

L’obiettivo de Il winch non è solamente descrivere la variegata gamma di prodotti presenti sul mercato, bensì fornire indicazioni su come effettuare l’installazione evitando problemi di allineamenti, sfregamenti dei cavi con la coperta o interferenze tra le diverse manovre. Sembra incredibile ma la casistica di grossolani errori nella progettazione del piano di coperta anche su yacht di lusso o prototipi da regata, è più vasta di quel che si potrebbe sembrare. Nel Il winch ne sono riportati esempi eloquenti.
Naturalmente ampio spazio è dedicato all’analisi delle componenti che costituiscono il cuore di questo accessorio: la campana, le corone dentate, i nottolini, i cuscinetti reggispinta, il pignone, le rondelle, le molle, gli alberi di trasmissione, le bussole, le piastre, i mozzi di innesto, le maniglie e molto altro ancora. E i winch elettrici e da competizione? Si parla diffusamente anche di loro naturalmente descrivendo caratteristiche, snodi cardanici, comandi manuali e a pedale, colonne, moltiplicatori di velocità e potenza e centraline.
Imprescindibile quindi il capitolo dedicato alla manutenzione in cui ci viene spiegato come organizzare il lavoro, ogni quanto prevederlo, come reperire e leggere un esploso, come smontare la campana e verificare, pulire, oliare e ingrassare le varie parti. E nel caso si riscontrassero segni di usura o corrosione? Il Winch spiega come intervenire ma anche a cosa attribuire un determinato sintomo: un nottolino guasto o un dente della ruota deformato denuncerà per esempio un carico eccessivo sulla campana; un logorio negli ingranaggi interni potrebbero derivare da parti meccaniche che si sono allentate; dei segni di usura sulle teste delle viti rappresentano il chiaro segno di uno stress anomalo del verricello. Perché più che un accessorio a sé stante il winch deve essere inteso come parte di un sistema funzionale alla regolazione delle manovre, in cui deve regnare il corretto equilibrio. Conclude il volume un breve capitolo sul futuro di questo prezioso componente a partire dagli ultimi ritrovati dell’ingegneria meccanica realizzati con materiali esotici e controllo con dispositivi touchscreen.

La meticolosa opera compiuta da Danilo Fabbroni nello scrivere questo manuale non si limita dunque a un seppure ricco lavoro compilativo (per di più documentato da una grande quantità di immagini), ma intende fornire indicazioni utili su come selezionare e soprattutto gestire al meglio uno strumento imprescindibile per l’efficienza dell’armo e la sicurezza della navigazione a vela. Non senza sfatare miti di banchina e fornire indicazioni pratiche e formule per il calcolo della potenza, della velocità e, nel caso di quelli motorizzati, dei consumi.

Destinato al diportista della prima ora come al rigger professionista, Il winch è un volume che non può mancare nella biblioteca di bordo.
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