Bolina

Il mensile pratico del mare domenica, 20 aprile 2014

Tassa di stazionamento
il Governo cambia rotta


01-03-2012

Nel decreto sulle Liberalizzazioni in discussione al Senato inserite numerose modifiche al balzello sulle barche. La tassa diventa di possesso, si paga annualmente e con tariffe ridotte rispetto alle precedenti. Esentati gli stranieri e le società di charter.

Tassa di stazionamento
il Governo cambia rotta

Cambia la tassa di stazionamento. Il balzello introdotto sulle barche superiori ai 10 metri di lunghezza dal Decreto Salva Italia dello scorso dicembre, da imposta sulla navigazione diventa tassa di possesso. Ne sono esentati gli stranieri, ma non gli italiani che battono bandiera estera e ne vengono escluse le società di charter. Inoltre a fronte di un sostanzioso taglio delle tariffe, l’imposta diventa annuale, non più giornaliera, e va pagata anche con la barca a terra.
Quella del Governo è stata una decisa inversione di rotta. La Commissione Industria del Senato ha infatti accolto martedì scorso gli emendamenti sulla tassa di stazionamento presentati dai parlamentari Luigi Grillo e Mauro Cutrufo inserendoli nel maxi emendamento al decreto sulle Liberalizzazioni.Oggi, 1° marzo, il provvedimento dovrebbe approdare in aula ed è prevista la questione di fiducia.
Numerose le modifiche apportate alla precedente legge.

Modificata, innanzitutto, la natura dell’imposta, che diventa una tassa di possesso. La tassa di stazionamento va quindi versata da chi possiede una barca superiore ai 10 metri a prescindere se questa è in acqua o a terra.
Vengono poi esclusi dall’imposizione gli stranieri e le società di charter (locazione e noleggio). La tassa sarà dovuta dai residenti in Italia o anche dalle stabili organizzazioni dei non residenti che posseggano o ai quali sia attribuibile il possesso dell’unità da diporto. Quindi anche da chi è residente in Italia e ha una barca che batte bandiera estera.

Abbassate le tariffe e cambiata la loro applicazione. La tassa da giornaliera diventa annuale, con scadenza il 1° maggio e con i seguenti importi:
a) unità lunghe da 10,01 metri a 12 metri: 800 euro
b) unità lunghe da 12,01 metri a 14 metri: 1.160 euro
c) unità lunghe da 14,01 a 17 metri: 1. 740 euro
d) unità lunghe da 17,01 a 20 metri: 2.600 euro
e) ) unità lunghe da 20,01 a 24 metri: 4.400 euro
f) unità lunghe da 24,01 a 34 metri: 7.800 euro
g)  unità lunghe da 34,01 a 44 metri: 12.500 euro
h) unità lunghe da 44,01 a 54 metri: 16.000 euro
i) unità lunghe da 54,01 a 64 metri: 21.500 euro
l) ) unità di lunghezza superiore a 64 metri: 25.000 euro

Restano le riduzioni previste nel precedente decreto per la vetustà (15, 30 e 45% per cento in meno rispettivamente per barche di 5, 10 e 15 anni d'età) e per le unità a vela con motore ausiliario, con la precisazione che per quest’ultime si intendono quelle “il cui rapporto fra superficie velica e potenza del motore espresso in Kw, non sia inferiore a 0,5”. È introdotta poi l’esenzione dalla tassa per il primo anno dalla prima immatricolazione.
Il provvedimento una volta approvato al Senato dovrà passare alla Camera per il via libera definitivo.