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I miti della vela in fumetto


22-03-2019 Alberto Casti

Pubblicata da Editrice Incontri Nautici la prima graphic novel dedicata alle imprese di Joshua Slocum, Jack London, Francis Chichester, Bernard Moitessier ed Eric Tabarly

I miti della vela in fumetto
Se chiedete ad appassionati di vela chi sia il più celebre navigatore dell’età moderna con ogni probabilità vi sentirete rispondere Joshua Slocum.
Fu lui infatti nel 1895 a completare per la prima volta il giro del mondo a tappe in solitario a bordo dello Spray, uno sloop (poi trasformato in yawl) di 11,20 metri che aveva ricostruito integralmente partendo da uno scafo abbandonato che gli fu regalato. 
La sua impresa, raccontata nel libro Solo intorno al mondo fece proseliti in tutto il globo a partire dagli Usa, dove tra gli altri alimentò la passione velica di Jack London, che in suo onore battezzò Spray lo sloop adibito a ufficio galleggiante a bordo del quale scrisse i suoi romanzi più celebri, da Il richiamo della foresta a Martin Eden
Affascinato dalle avventure di mare del grande solitario London sarebbe poi partito a sua volta nel 1907 per il giro del mondo in compagnia di sua moglie e di un equipaggio di quattro persone. La sua barca, lo Snark, era un ketch di 13 metri costruita appositamente per questo scopo.  
 
Nel 1950 una giunca malmessa attraversava il Golfo del Siam. Anche questa si chiamava Snark come la barca di London. E non era un caso: a bordo c’era un giovanissimo Bernard Moitessier ai suoi esordi di navigazione ed evidentemente fresco della lettura del resoconto di viaggio pubblicato da London nel 1911 al termine del suo giro del mondo, ovvero La crociera dello Snark. Per il navigatore francese seguirono anni di vagabondaggio nei mari del Sud costellati di naufragi, l’ultimo dei quali ai Caraibi, dove perse Marie Thérese II, la sua terza barca. 
Arriviamo così al 1960, anno che nella storia della vela ha come protagonista l’inglese Francis Chichester. Aviatore di grande fama (compì la traversata da Londra a Sidney a bordo di un aereo in compensato con cui tentò anche di completare un giro del mondo arrivando fino in Giappone) ideò e organizzò insieme a Blondie Hasler la Ostar, la prima regata in solitario attraverso l’oceano Atlantico, da Plymouth a New York. E fu lui a vincerla a bordo del Gypsy Moth III primeggiando su altri quattro concorrenti. 
 
Nel 1964, in occasione della seconda edizione della transatlantica in solitario, Chichester si presentò di nuovo al via. Dato per favorito fu invece costretto a cedere il passo a quello che si preannunciava essere un astro nascente della navigazione a vela, il francese Eric Tabarly, l’uomo che coi suoi Pen Duick negli anni a venire in Francia sarebbe risultato più conosciuto del pilota di Formula Uno Niki Lauda o del calciatore Johan Cruijff.  
Ma tra il 1966 e il 1967 fu ancora l’inglese Chichester a balzare agli onori delle cronache per aver completato il giro del mondo in solitario con un solo scalo, a Sydney. 
L’impresa “impossibile” era stata sdoganata. Moitessier tornò così in campo col suo nuovo ketch in ferro di 12 metri Joshua (così battezzato in onore di Slocum). La sua intenzione era andare oltre Chichester, completare sì il giro del mondo in solitario, ma senza scalo. 
 
Un’intervista rilasciata a un giornalista del Sunday Times trasformò la sua impresa in un evento da emulare, tanto che lo stesso magazine inglese lanciò pubblicamente la sfida del Golden Globe mettendo in palio un globo d’oro e 5.000 sterline. 
Le regole erano semplici: partire da un porto inglese tra il 1° giugno e il 31 ottobre e farvi ritorno dopo aver passato i tre grandi capi: Buona Speranza, Leeuwin e Capo Horn. L’impresa individuale diventò così una regata aperta a chiunque ci si volesse cimentare. Moitessier, che in principio si sentì defraudato di un’idea maturata in intimità, lontano dai riflettori, accettò la sfida e partì, salvo poi scegliere di rinunciare malgrado il vantaggio accumulato, e proseguire per la sua celebre lunga rotta che lo portò a dare fondo a Tahiti dopo 37.500 miglia no-stop in solitario. 
 
Così si intrecciano i nomi e le vite di un pugno di personaggi straordinari: un comandante della marina mercantile, uno scrittore, un aviatore, un hippie vagabondo e un militare. Cinque personalità diverse vissute tra il 1844 e il 1998 e accomunate da una sconfinata passione per la vela e le imprese in mare. 
Le loro avventure sono state raccontante nei loro stessi libri in articoli di giornale, in documentari. E per la prima volta oggi anche in una graphic novel, un fumetto d’arte sapientemente disegnato da Gabriele Musante.
 
Navigatori straordinari - I pionieri della vela d’altura (Editrice Incontri Nautici, 104 pagine, 18 euro) raccoglie tavole in parte pubblicate su questa rivista negli Anni 80 in cui vengono fotografati alcuni i momenti emblematici delle avventure di questi cinque miti della vela. La pubblicazione si arricchisce di acquarelli inediti, di schede introduttive dedicate a ciascun protagonista redatte da Davide Gnola, scrittore, cultore di storia nautica, nonché direttore del Museo della Marineria di Cesenatico e dell’introduzione di Luca Alessandrini, storico e presidente di Uisp vela.
Un libro che fa del bello la sua forza, rendendo merito alla storia di cinque personalità titaniche che hanno reso la vela uno strumento di libertà, scoperta e condivisione. Una lettura ideale per i ragazzi di tutte le età.