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Il ritratto parzialmente vero


19-04-2019 Alberto Casti

Uno studio diffuso da Assonautica si propone di delineare il profilo dei diportisti italiani. Molte le informazioni interessanti. Peccato per quello scivolone sulla stampa di settore

Il ritratto parzialmente vero
 
Alla fine del mese di dicembre è stato diramato a tutte le testate giornalistiche di settore nonché alle agenzie di stampa, uno studio sulla nautica da diporto. Il report dal titolo Italian Yachtsmen Portrait, il vero ritratto dei diportisti italiani è stato redatto da Assonautica, associazione senza fini di lucro, istituita da Unioncamere nel 1971 che ha come scopo “promuove studi e ricerche nel campo del turismo nautico, della nautica da diporto e nel comparto dell’economia marittima” nonché di osservare “le dinamiche socio-economiche dell’economia del mare, del turismo nautico e dei settori collegati”. 
Partner di Assonautica sono 44 Camere di commercio, 44 Assonautiche provinciali, 2 Unioncamere regionali e 2 Assonautiche regionali. Soci sostenitori sono l’Unioncamere, l’Istituto Tagliacarne e l’Ucina.
Nello studio di 80 pagine compilato in seguito a un sondaggio effettuato su un campione di 2.000 appassionati, si delinea il profilo del navigante italiano medio. 
Scopriamo così che circa il 70 per cento degli intervistati ha più di 46 anni e che di questi il 31.5 per cento vanta oltre 10 lustri. In buona parte, insomma, si tratta di pensionati, il che significa che la generazione dei naviganti stenta fortemente a rinnovarsi. E non è un buon segno.
 
Altro dato interessante riguarda la lunghezza media delle imbarcazioni che per il 70 per cento dei velisti e per l’82 per cento dei motoristi è al di sotto dei 10 metri. Nonostante questo i cantieri continuano a puntare prevalentemente sulla fascia compresa tra i 13 e i 18 metri, ovvero al 26 per cento dell’utenza nautica. Ma andiamo oltre.
L’indagine ci illumina anche sull’utilizzo medio delle imbarcazioni a vela: oltre il 50 per cento degli intervistati la usa per più di due mesi l’anno. Per lo stesso lasso di tempo solo il 15 per cento percorre meno di 100 miglia e solo il 38 per cento supera le 300.
 
Eloquenti anche le stime relative ai costi per il posto barca: la media per le imbarcazioni a vela è di 2.980 euro, per quelle a motore si sale a 4.160 euro. Si denota anche grande disparità tra i costi di manutenzione: 1.340 euro per le barche con randa e fiocco, 4.740 per quelle senza.
E le spese per le soste in transito a cui si fa fronte durante la crociera? Tra il 2017 e il 2018 i velisti hanno speso in media 615 euro, i motoristi 730. 
 
Lo studio prosegue con altri elementi di effettivo interesse finché non si arriva a toccare il tema della stampa specializzata in cui anche noi di Bolina siamo chiamati in causa. Il documento “senza voler essere un sondaggio esaustivo, e senza volere stilare alcuna classifica nazionale” (quindi  viene da chiedersi  che lo si fa a fare?) pone il nostro mensile come la seconda rivista di nautica in Italia. La prima, presentata come “la testata ampiamente più letta” raccoglie da sola un terzo del pubblico degli appassionati! 
Curioso, perché invece i dati che ogni editore può reperire con facilità e che sono basati sull’incontestabile numero di copie stampate e vendute per ciascuna testata, dicono altro. 
Intendiamoci, a noi non interessa essere primi o ultimi, i più o i meno letti, ci preme però che non vengano diffuse informazioni false sul nostro conto.
 
Ma non finisce qui: malgrado i suoi 2.600 visitatori quotidiani, e 35.000 utenti registrati, Bolina.it non compare neppure nella lista dei portali di nautica. Semplicemente non c’è.
Abbiamo scritto ad Assonautica e siamo stati ricontattati telefonicamente dal Presidente Alfredo Malcarne, che ha compreso il nostro disappunto, promettendo di avviare delle verifiche al fine di rettificare le informazioni errate contenute nel documento. 
 
Nel frattempo la fake news vecchio stile, ha fatto il giro delle agenzie di stampa e di marketing, dirottando altrove incensature e investimenti pubblicitari. Ed è ancora disponibile on-line. 
Questo è oggi il mondo dell’informazione, caro lettore, una giungla in cui ci si arrabbatta come si può. Fortunatamente noi possiamo ancora contare su di te.