Avvolto nella notte del Giglio
Un viaggio invernale nell’isola dell’arcipelago toscano in cui l’onda notturna costringe a lasciare la rada e il buio pesto a navigare facendo affidamento solo sugli strumenti
Sono all’ancora al Seno del Campese, isola del Giglio, in una fredda notte di dicembre, circondato da un nero di uno spesso inchiostro, denso e senza trasparenza alcuna, dove solo le lucine delle poche case abitate mi dicono che non sono nel nulla. La tavola del mare, anch’essa inchiostrata di nero, è un tutt’uno con il cielo. Tale è la similitudine dei due manti che se capovolgessi lo sguardo po…
Questo contenuto è riservato agli abbonati a Bolina
Hai il codice abbonamento ma non sei ancora registrato? Clicca qui