I periti della procura di Termini Imerese escludono il maltempo tra le cause dell'affondamento
I periti incaricati dalla procura di Termini Imerese hanno concluso che il fenomeno atmosferico della notte del 19 agosto 2024 non era di intensità sufficiente a causare l'affondamento del Bayesian. Secondo la consulenza meteorologica (la cui anticipazione è emersa il 30 aprile 2026) quella notte si trattava di «poco più di un groppo meteorologico, un improvviso aumento della velocità del vento che precede temporali e rovesci», evento in linea di principio gestibile dall'equipaggio. Le indagini procedono mentre si attende l'esito di una seconda perizia, dedicata alla dinamica dell'affondamento.
Lo yacht di 56 metri era alla fonda davanti a Porticello, a pochi chilometri da Palermo, quando è colato a picco nella notte del 19 agosto 2024: sette delle 22 persone a bordo sono morte, tra cui il proprietario Michael Lynch, imprenditore britannico. Dopo oltre un anno e mezzo di indagini, la tesi degli inquirenti è che il naufragio non possa essere stato causato dalla sola perturbazione meteorologica — presente ma non determinante — bensì da manovre errate dell'equipaggio, dalla sottovalutazione dell'evento e dal mancato azionamento di alcuni dispositivi di sicurezza. Gli esperti stanno conducendo analisi e simulazioni per stabilire se siano state seguite le procedure standard di emergenza.
Questa ricostruzione si scontra con le conclusioni del Marine Accident Investigation Branch (MAIB) britannico, che nel maggio 2025 aveva indicato come causa principale le caratteristiche progettuali dello yacht: l'albero da 75 metri (il più alto mai installato su una nave a vela) combinato con un centro di gravità elevato, avrebbe reso il Bayesian vulnerabile al ribaltamento anche con raffiche attorno ai 65 nodi. Analisi analoghe erano state elaborate in precedenza da architetti navali indipendenti, tra cui Roger Long, esperto di stabilità dei grandi velieri.
Perini Navi, cantiere costruttore controllato da The Italian Sea Group, ha sempre respinto questa interpretazione: il suo amministratore delegato Giovanni Costantino aveva definito lo yacht "inaffondabile", attribuendo la causa dell'allagamento all'apertura di portelli o boccaporti. A gennaio 2026 il cantiere ha citato in giudizio la vedova del proprietario, il comandante James Cutfield e i marinai Timothy Eaton e Matthew Griffiths, chiedendo 540 milioni di dollari per il crollo delle vendite seguito al naufragio.