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La Spezia, ancoraggi e scarichi minacciano posidonia e coralligeno


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10-10-2026

Per l'Enea il rischio si concentra entro 250 metri dalla riva, ma ormeggi regolamentati e più controlli lo ridurrebbero del 78,9 per cento

Nel Golfo della Spezia gli habitat marini più a rischio si trovano entro i primi 250 metri dalla costa, dove si concentrano le attività umane. Lo rivela uno studio dell'Enea pubblicato il 17 agosto 2026 su Environmental Management, che classifica ad alto rischio il 72,8 per cento delle praterie di posidonia e il 20,6 per cento di quelle di cymodocea, oltre al coralligeno e alle colonie di cladocora caespitosa presenti nella zona. Le cause principali sono gli ancoraggi non regolamentati, le condotte di scarico e la vicinanza dei porti turistici. Simulando ormeggi regolamentati, più controlli e minori pressioni da scarichi e porti, la superficie di habitat ad alto rischio si ridurrebbe del 78,9 per cento. Un modello che, secondo gli autori della ricerca, può essere applicato anche ad altre coste del Mediterraneo.

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