Mercato: il charter nel 2026
L'andamento del noleggio secondo una analisi diffusa da Globesailor conferma la polarizzazione del settore: boom di multiscafi, prezzi in aumento, calo della clientela in Italia
La stagione dei noleggi si chiude con un segno positivo, ma non per tutti. Secondo il bilancio di GlobeSailor, agenzia francese specializzata in charter e imbarchi alla cabina, nel 2026 le prenotazioni su scala globale sono cresciute del 7%, con la stipula di oltre 4.500 contratti. La clientela italiana, invece, arretra leggermente rispetto al 2025, sia nei numeri sia nel fatturato. Si interrompe dunque la tenuta registrata nei due anni precedenti.
A complicare la stagione è stata chiaramente la situazione geopolitica. Dopo un avvio a +16%, a marzo, ovvero all’indomani del conflitto in Iran, del blocco dello Stretto di Hormuz e del rincaro dei carburanti, le richieste sono crollate del 23%. L’incertezza ha congelato l’acquisto dei voli, e solo con l’estate è stato possibile recuperare in parte il terreno perduto.
Il cambiamento più netto riguarda le barche. Prosegue l’interesse per i catamarani, saliti al 47,1% delle prenotazioni italiane, quasi 10 punti in un anno, a un passo dai monoscafi (48,3%). Quella che nel 2025 sembrava una tendenza è ormai un sorpasso annunciato, con modelli come il Lagoon 620 e il Bali 5.4 in testa alle richieste. Sono barche più grandi, stabili e confortevoli, ma anche più costose. Il noleggio senza skipper (bareboat) costa in media 4.232 euro a settimana, il 5,1% in più del 2025. Dietro la media, però, ci sono prezzi molto diversi: circa 2.930 euro per un monoscafo e 5.816 per un catamarano, quasi il doppio.
Si conferma dunque la polarizzazione che già lo scorso anno indicavamo come il nodo del settore e che abbiamo visto rappresentata anche al Nautico di Genova. La domanda si sposta verso l’alto: multiscafi, pacchetti con volo incluso e mete lontane come la Polinesia, dove le prenotazioni sono raddoppiate, e i Caraibi, a +20%. Chi ha un budget contenuto resta indietro, e il calo italiano potrebbe esserne un primo sintomo.
Sul fronte geografico, il Mediterraneo resta la destinazione di gran lunga preferita: lo ha scelto l’81,8% dei clienti italiani. Tra le basi più richieste tornano Olbia e Portorosa, smentendo almeno in parte l’arretramento di Sardegna e Sicilia segnalato nel 2025. Agosto continua a essere il mese chiave, con oltre il 40% delle partenze. È un mercato che cambia barche e prezzi, ma evidentemente non ancora le abitudini.
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