Plastica nelle "palle di mare"
Uno studio ENEA su 1.300 aegagropile della costa laziale: un terzo contiene microplastiche, concentrate vicino agli impianti di depurazione
Uno studio dell'ENEA condotto lungo 13 siti della costa laziale ha analizzato 1.300 aegagropile (le sfere fibrose di Posidonia oceanica comunemente chiamate "palle di mare") scoprendo che il 34,9% di queste contiene frammenti plastici, per un totale di 1.415 particelle identificate. Quasi la metà dei materiali rinvenuti è costituita da microplastiche inferiori a 5 millimetri, con netta prevalenza di fibre sintetiche. La contaminazione è risultata più elevata in prossimità degli impianti di depurazione delle acque reflue, che trattengono solo in parte le microfibre rilasciate durante il lavaggio domestico dei tessuti. Le aegagropile si formano quando i residui fibrosi della Posidonia vengono modellati dalle correnti sul fondale, intrappolando detriti: una sorta di archivio naturale dello stato di salute dei fondali costieri, economico da monitorare e replicabile su larga scala.
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