Il mensile pratico del mare domenica, 14 agosto 2022

Commodore Explorer

Commodore Explorer
  • Dettagli tecnici:
  • Lunghezza: 26,30m
  • Larghezza: 13,60m
  • Pescaggio: 3,50m
  • Peso: 10,05t
  • Velatura: 300/777mq

Tipo: Multiscafo

Cantiere: Multiplast, Francia

Progettista: Gilles Ollier

Commodore Explorer fu la prima imbarcazione a coronare il sogno del Trofeo Jules Verne

Nessuna imbarcazione prima ma di Commodore Explorer era riuscita a conquistare il Trofeo Jules Verne, il giro del mondo senza scalo da compiere in meno di 80 giorni ideato nel 1985 da Yves Le Cornec. Fu il navigatore francese Bruno Peyron nel 1993 a mettere a segno questo importante risultato con il tempo di 79 giorni, 6 ore e 16 secondi. Primato che avrebbe poi migliorato nel 2002 con Orange e nel 2005 con Orange II fermando il cronometro a 50 giorni, 16 ore, 20 minuti e 4 secondi. Per questa impresa Peyron non disponendo di un ricco sponsor, si era dovuto accontentare di uno scafo usato da adattare alle proprie esigenze. Si trattava di Jet Service V, un catamarano di 23,50 metri costruito nel 1987 dal cantiere Multiplast di Vannes su progetto dell’architetto Gilles Ollier, per lo skipper francese Serge Maced, che nel 1990 stabilì il record della traversata atlantica, col tempo di 6 giorni, 13 ore, 3 minuti e 32 secondi e una velocità media di 18.97 nodi. L’imbarcazione, concepita per la navigazione in solitario, era costituita da due scafi in carbonio e due traverse cilindriche più una terza piatta sulla quale erano assicurati il bompresso e il trampolino. Il piano di coperta era molto semplice, con due piccoli pozzetti in entrambi gli scafi dove venivano rimandate tutte le manovre a esclusione delle drizze. Cambiare il nome da Jet Service V in Commodore Explorer non sarebbe stato sufficiente a rendere questa barca progettata per la transatlantica, quindi per stare pochi giorni in oceano a medie latitudini, adatta ad affrontare una regata così lunga e dura come il Trofeo Jules Verne. Il multiscafo tornò quindi a Vannes nei cantieri Multiplast e Gilles Ollier fu richiamato a seguire gli importanti lavori di modifica. L’intervento più significativo riguardò l’allungamento degli scafi, variazione che permise di assottigliare e ridisegnare i profili di poppa e di prua in modo tale da ottenere un migliore ingresso in acqua. La lunghezza fuori tutto fu aumentata di 2,80 metri passando così a una lunghezza di 26,30 metri. La necessità di avere maggiore stabilità invece richiese una ridistribuzione dei pesi per abbassare il baricentro. Rimase invariato il baglio massimo che misurava 13,60 metri e il dislocamento di 10,5 tonnellate; mentre il pescaggio fu ridotto da 4 a 3,5 metri. Le ottime prestazioni di Jet Service V nella traversata del 1990 evitarono di intervenire sul piano velico che rimase sostanzialmente uguale. L’ albero di 31 metri fu inclinato verso poppa di altri due gradi rispetto ai quattro iniziali. Vi si potevano alzare 300 mq di vele durante le andature di bolina e 777 mq in quelle portanti. L’armo velico, era composto da una randa, tre spinnaker asimmetrici, (uno in testa e due frazionati) un gennaker, un genoa, un solent, una trinchetta e una tormentina. Nonostante gli ambienti sottocoperta fossero stati riprogettati rimanevano angusti, con un’altezza che non superava 1,5 metri. Anche l’accesso avveniva non senza difficoltà attraverso due stretti tambucci protetti da un cupolino. Per ogni scafo furono dedicati solo 6 metri agli interni, costituiti da due cuccette doppie e due singole con wc; a cui si aggiungeva il piano di carteggio e la cucina. A prua di questi ambienti c’erano gli armadi mentre a poppa le cale vele, la restante parte dei pesi come taniche del gasolio, generatori e cambusa erano distribuiti in modo da incidere il meno possibile sull’assetto del catamarano. L’unico “lusso” a bordo era il sistema di riscaldamento sottocoperta. Varato nel gennaio del 1993, nonostante le migliorie, Commodore Explorer era dato come sfavorito rispetto agli altri sfidanti: Enza, il catamarano di Peter Blake, e Charal il trimarano sponsorizzato dall’imprenditore italiano Raul Gardini con al timone Oliver De Kersauson. Entrambi però si dovettero ritirare a causa di collisioni con oggetti alla deriva. La semplicità e la sicurezza nella costruzione, oltre evidentemente a una migliore fortuna, si dimostrarono le carte vincenti di Commodore Explorer. A bordo tutto fu pensato in funzione della sicurezza, prevedendo diversi settori stagni che si rivelarono propizi proprio durante il giro del mondo quando, nove giorni prima del traguardo, l’impatto con due cetacei distrusse parte della carena dello scafo di dritta, provocando uno squarcio di tre metri. Fortunatamente la falla si aprì tra due paratie stagne, permettendo a Peyron di non ritirarsi e di continuare la sua corsa contro il tempo, navigando il più possibile con le mure a dritta per tenere in acqua solo lo scafo di sinistra. Nel 2000, sette anni dopo il record al Trofeo Jules Verne Commodore Explorer con il nome di Warta Polpharma e con al timone Roman Paszake, partecipò alla prima edizione della The Race, il giro del mondo senza scalo e senza assistenza ideato dallo stesso Bruno Peyron, classificandosi al quarto posto.