Il mensile pratico del mare domenica, 14 agosto 2022

Hitachi III

Hitachi III
  • Dettagli tecnici:
  • Lunghezza: 18,28m
  • Larghezza: 15,24m
  • Pescaggio: m
  • Peso: 6t
  • Velatura: 220mq

Tipo: Multiscafo

Cantiere: ,

Progettista: Marc Van Peteghem e Vincent Lauriot Prévost

Trimarano realizzato in appena quattro mesi per la Ostar del 1988, “Hitachi III” fu un progetto all’avanguardia

 

Alla fine degli anni 80 il mondo dei multiscafi a vela è caratterizzato da un grande fermento progettuale. Importanti competizioni oceaniche come la Route du Rhum, la Solitaire du Figaro e la Ostar diventano il campo di collaudo ideale per sperimentare disegni e materiali innovativi che si traducono in imbarcazioni sempre più leggere e veloci. Skipper e architetti navali lavorano in squadra per sviluppare e ottimizzare soluzioni tecniche all’avanguardia. L’obiettivo è quello di battere i record di percorrenza in questo o quell’evento velico. Tra gli studi impegnati sul fronte di questa agguerrita sperimentazione nautica c’è quello dei francesi Marc Van Peteghem e Vincent Lauriot Prévost, una coppia di progettisti che negli anni a venire porterà a segno trimarani avveniristici e assoluti protagonisti della scena internazionale (Fila di Giovanni Soldini, Bonduelle di Jean Le Cam, Géant di Michel Desjoyeaux, Groupama 2 e Groupama 3 sempre di Jean le Cam). È a Peteghem e Prévost dunque che si rivolge lo skipper francese Lionel Péan nel 1988 per disegnare le linee di un nuovo trimarano da regata. Péan all’epoca è già un fuoriclasse della vela d’altura che si è distinto in competizioni importanti (vincitore di due edizioni del Fastnet, di una Solitaire du Figaro e terzo all’arrivo nella difficile edizione del 1986 della Route du Rhum che vide l’abbandono del navigatore francese Eric Tabarly e la scomparsa dello skipper Loïc Caradec). Il prossimo obiettivo di Péan è la partecipazione alla Ostar (transatlantica in solitario) di quell’anno nella categoria trimarani di 60 piedi che vede schierati al via skipper del calibro di Tony Bullimore, Philippe Poupon, Mike Birch e Loïc Peyron. L’idea quindi è di avere una barca efficiente, innovativa e soprattutto veloce. Perché quella Ostar Péan vuole vincerla. Prima però c’è un’altra corsa da battere ed è quella contro il tempo. Péan e i due architetti, infatti, cominciano a lavorare al nuovo trimarano agli inizi di febbraio, mentre la partenza della regata è fissata per il 5 giugno. È in questo breve lasso di tempo che nasce Hitachi III. Il modello a cui Peteghem e Prévost si ispirano per le forme del nuovo trimarano è quello del più piccolo (12 m) Formula 40 Biscuit Cantreau (disegnato dagli stessi progettisti qualche anno prima) che aveva portato Jean Le Cam alla conquista del titolo mondiale di classe nel 1987. Lunghi fuori tutto 18,28 metri, i tre scafi di Hitachi III hanno linee di carena piuttosto piatte a poppa e tese a prua. I due scafi laterali sono molto voluminosi e dotati di “foils” (derive laterali) inclinati di 20 gradi verso l’interno. I foils, oltre a funzionare come superficie antideriva, producono un effetto portanza che tende a sostenere lo scafo sottovento. Le due traverse di collegamento tra gli scafi sono orientate verso prua e soprattutto dotate di un originale sistema che ne permette il completo smontaggio. La costruzione del trimarano è del tipo a sandwich in fibra di vetro e carbonio con rinforzi sulle traverse e sullo scafo centrale, e i pesi sono concentrati nella parte poppiera per ridurre il pericolo di rovesciamento in avanti. Dotato di albero alare in carbonio con armo a 7/8, Hitachi III ha un piano velico che raggiunge i 220 metri quadrati e che prevede una grande randa e un fiocco ridotto e autovirante al fine di facilitare la conduzione in solitario. Tutte le manovre sono rinviate nel pozzetto centrale e inoltre, altra grande novità di Hitachi III, le scotte della randa e del fiocco, le crocette e lo strallo basso si controllano grazie a una potente centrale idraulica i cui comandi sono rinviati anche nei piccoli pozzetti di manovra ospitati in ciascuno scafo laterale. Nello scafo centrale, su cui sono installati la deriva principale e un timone di rispetto, in uno spazio piuttosto angusto sono raccolti il tavolo da carteggio, la cuccetta e un angolo cottura. Hitachi III, contro ogni aspettativa, riesce a schierarsi in tempo alla partenza della Ostar a Plymouth, Inghilterra. Barca e skipper sono tra i candidati alla vittoria e le prime miglia di navigazione li vedono al comando della flotta. Poi quando sono a circa 280 miglia da Brest, i bulloni che fissano la traversa di poppa allo scafo centrale cedono e Péan è costretto al ritiro. Maledetta fretta...