Il mensile pratico del mare lunedì, 08 agosto 2022

Icarus

Icarus
  • Dettagli tecnici:
  • Lunghezza: 6,10m
  • Larghezza: 3,80m
  • Pescaggio: m
  • Peso: 145t
  • Velatura: 24mq

Tipo: Monoscafo

Cantiere: , Gran Bretagna

Progettista: James Grogono

Un’evoluzione del Tornado progettata da un medico inglese che ha segnato la storia della vela veloce

 

L’ICARUS È UN CATAMARANO sportivo passato alla storia per avere contribuito in maniera decisiva allo sviluppo della vela ad alta velocità. A sviluppare questo prototipo fu l’inglese James Grogono, un appassionato di vela con l’hobby dell’idrodinamica. Erano gli Anni 60. In quel periodo Grogono cominciava a interessarsi agli hydrofoil, appendici dalla forma alare di derivazione aereonautica, ipotizzandone l’applicazione sugli scafi delle imbarcazioni a vela. L’intento era quello di fare sollevare la barca dall’acqua, diminuire l’attrito e agevolare la planata. In ciò Grogono fu sicuramente tra i pionieri, insieme a Ken e Terry Pearce che oltreoceano nel 1966 disegnarono il catamarano Endeavour equipaggiato di speciali alette sotto gli scafi. Nel 1967 la rivista inglese Yachting World pubblicò una recensione del Tornado (6,10 m), catamarano appena progettato da Rodney March con il proposito di creare una nuova classe olimpica. Quella barca, così leggera, invelata e veloce fu per Grogono la base ideale per sviluppare le sue idee di idrodinamica. Così il medico acquistò un modello di Tornado applicandogli due hydrofoil con un’angolazione di 40 gradi sia nella sezione poppiera che in quella di prua deregli scafi; le appendici erano realizzate in legno multistrato laminato e incorporate in un supporto rigido che sporgeva lateralmente dagli scafi; la pala del timone inoltre fu allungata per agevolare il controllo dell’imbarcazione anche con entrambi gli scafi sollevati dall’acqua. Completati i lavori, la barca fu varata nel 1969 a Burnham, sulla costa orientale dell’Inghilterra. Per il nome il medico non aveva dubbi: Icarus, come il personaggio che secondo la mitologia greca costruì un paio di ali per volare via dal labirinto di Minosse. Con 10-12 nodi di vento, il catamarno riuscì a sollevarsi acquistando una buona velocità, ma non era in grado di mantenere quell’assetto per lunghi tratti. Problemi si riscontrarono anche nel controllo della barca. Nonostante tutto Grogono poteva ritenersi soddisfatto, era sulla giusta strada. I quattro hydrofoil furono ridisegnati completamente e ridotti di superficie. Con queste modifiche Icarus partecipò nel 1970 agli Speed Trials, una gara di velocità disputata sul fiume Crouch. Pur non vincendo la competizione, Icarus con le sue spettacolari evoluzioni a pelo d’acqua ottenne molti consensi. Conclusa questa esperienza gli sforzi di Grogono si concentrarono quindi sull’uso dell’alluminio per la costruzione degli hydrofoil e soprattutto sull’idea di sostituire le appendici di poppa con un’unica ala a forma di “T” rovesciata applicata al posto dei due timoni. Per bilanciare maggiormente gli scafi gli hydrofoil di prua vennero inoltre arretrati. Le nuove modifiche furono messe alla prova nel 1972 in occasione della prima edizione della Weymouth Speed Week, una gara finalizzata a battere il record di velocità a vela sui 500 metri a cui partecipavano prototipi provenienti da tutto il mondo. La comcompetizione fu vinta dal catamarano Crossbow di Tim Colman che con 26,3 nodi mise a segno il record mondiale, mentre l’Icarus coi suoi 21,60 nodi si dovette accontentare nel primato della più piccola B Class. Ulteriori modifiche apportate negli anni a seguire (in particolare l’ulteriore arretramento degli hydrofoil a prua e del timone) portarono Icarus a incrementare le proprie prestazioni e a conquistare ulteriori primati di classe con velocità entusiasmanti: 1977, 22,20 nodi; 1980, 23,80 nodi; 1981, 24,47 nodi; 1983, 26,59 nodi. L’ultimo record è quello stabilito nel 1985 quando la barca raggiunse i 28,15 nodi. Ma il vero successo di Icarus fu l’idea originale sviluppata da James Grogono che contribuì al successivo sviluppo degli hydrofoil e alla realizzazione di tanti fortunati prototipi.