Il mensile pratico del mare martedì, 21 gennaio 2020

Mattia C 7.5

Mattia C 7.5
  • Dettagli tecnici:
  • Lunghezza: 7,24m
  • Larghezza: 4,34 / 2,30m
  • Pescaggio: 0,22 / 1,10m
  • Peso: 600t
  • Velatura: 27mq

Tipo: Multiscafo

Cantiere: Mattia & Cecco,, Italia

Progettista: Enrico Contreas

Un veloce catamarano carrellabile di 7,24 metri, spazioso in coperta e con cabine accoglienti

 

Nel 1984 il progettista Enrico Contreas concentrò l’attenzione sull’autonomia e sul comfort dei multiscafi sportivi carrellabili; esemplari come il Tornado, l’Hobie Cat e lo stesso Mattia Esse, quest’ultimo da lui progettato diversi anni prima, avevano tutti grandi doti di velocità e manovrabilità, ma mancava qualcosa. L’esigenza diffusa di molti appassionati proprietari di questi catamarani da regata era quella di aumentare, sia pure di poco, lo spazio a disposizione dell’equipaggio, quel tanto che bastava a sedersi all’asciutto dopo alcune ore passate in mare e senza compromettere le prestazioni. In pratica l’obiettivo, concordato assieme al cantiere Mattia & Cecco, era di realizzare un multiscafo da regata carrellabile ma al tempo stesso adatto alla piccola crociera lungo costa, sistemando due piccole cabine con tanto di cuccette e servizi. Ne nacque il Mattia C 7,5, un catamarano di 600 chilogrammi di peso, facilmente smontabile per il trasporto su strada e che in soli 7,24 metri di lunghezza consente a un equipaggio di 4 persone di cucinare e all’occorrenza passare la notte in cuccetta. I primi esemplari di questo multiscafo prevedevano la possibilità di scegliere tra un trampolino elastico, come nei catamarani sportivi, e un vero e proprio pozzetto rigido (delle dimensioni di 2,50x3,00 metri). Tra le due prevalse subito questa seconda opzione, che comprendeva diversi vantaggi, tra cui quello di governare stando seduti comodamente su vere e proprie panche e la maggiore rigidità della struttura. Il montaggio del Mattia C 7,5 è piuttosto facile e due persone impiegano meno di un’ora per metterlo in acqua dal carrello stradale. I due scafi, tenuti uniti durante il trasporto, una volta in prossimità dello scivolo vengono fatti scorrere trasversalmente, su appositi vasi scorrevoli del carrello, fino a raggiungere la distanza necessaria a inserire le tre traverse e il pozzetto. A questo punto si stringono otto bulloni e la barca è montata. Aprua è possibile aumentare la superficie calpestabile a disposizione, usando un telo elastico di 8 metri quadri. Per sistemare l’albero, peraltro piuttosto leggero, si può utilizzare lo stesso verricello usato per alare il catamarano dal carrello. Per quanto riguarda il piano velico, il Mattia C 7,5 ha una randa senza boma di 21 metri quadri, mentre il fiocco misura 6 metri quadri. Sono disponibili anche un genoa e uno spinnaker, di superficie rispettivamente di 14 e 30 metri quadri. In acqua la barca si comporta bene a tutte le andature. Grazie alla sensibilità dei due timoni in alluminio è agevole controllare una leggera e peraltro naturale tendenza all’orza. Gli scafi sono dotati di carena semitonda per aumentare le prestazioni con venti leggeri e di due profonde derive (1,10 metri) per stringere il vento. Il Mattia C 7,5 inoltre si mantiene piuttosto stabile grazie all’albero non troppo alto (11 metri). Decisamente razionale risulta la disposizione degli interni. Entrambi gli scafi dispongono di due cuccette di 75 centimetri di larghezza, una verso prua e l’altra verso poppa. Al centro, in uno spazio lungo 150 centimetri, è sistemata la cucina su uno dei due scafi mentre sull’altro c’è il wc e un piccolo tavolo da carteggio. Tra le cuccette si possono ricavare due sedili contrapposti sopra i quali l’aerazione e la luce sono assicurate da un grande oblò in plexiglass che, scorrendo verso prua, permette di alzarsi in piedi. Più a prua è presente un altro oblò, più piccolo, mentre, dopo la cuccetta, dalla coperta di ogni scafo, si apre un gavone autosvuotante che contiene l’ancora, le cime, le vele e tutto quanto in genere, essendo bagnato, conviene mantenere separato. Per quanto riguarda la propulsione meccanica, si può usare un motore fuoribordo di potenza fino a 10 hp.