Il mensile pratico del mare venerdì, 19 agosto 2022

Mini-Minou

Mini-Minou
  • Dettagli tecnici:
  • Lunghezza: 6,44m
  • Larghezza: 3,91m
  • Pescaggio: 0,27 / 0,91m
  • Peso: 600t
  • Velatura: 27mq

Tipo: Monoscafo

Cantiere: Théry , Francia

Progettista: Pierre Penduff

Accogliente catamarano francese degli Anni 80, con il fiocco autovirante e le derive a baionetta in pozzetto

Nel 1986 la rivista francese Bateaux indisse una gara di progettazione di multiscafi da crociera dal costo contenuto. Su 85 progetti ne furono selezionati 10, che videro la realizzazione del loro prototipo e successivamente arrivarono sul mercato. Tra questi si fece notare, soprattutto per i grandi volumi e il comfort offerto, il Mini-Minou, un catamarano di 6,44 metri progettato da Pierre Penduff e costruito dal cantiere Théry di Pontl’Abbé (Francia). Realizzato in compensato marino o lamellare, rinforzati con strati di vetroresina, questo catamarano veniva fornito in kit con diversi gradi di finitura. Ciascuno dei due scafi, a carena tonda, si ottiene infatti dall’assemblaggio di due semiscafi, uniti da paratie di compensato e bagli strutturali. Tra le caratteristiche di rilievo che la commissione di gara apprezzò maggiormente sul Mini- Minou, c’è senza dubbio il grande pozzetto, delimitato e protetto da due alte traverse, a prua e a poppa, e dotato di due panche laterali utili a ospitare un equipaggio di cinque persone. In corrispondenza della traversa di prua, dove appoggia l’albero, sono ricavati due comodi cassoni per stivare l’ancora, le cime di ormeggio e i parabordi. Quanto al piano velico, il Mini- Minou è dotato di armo frazionato con una randa steccata senza boma (il cui trasto è sistemato sulla traversa di poppa) e un fiocco autovirante. Quest’ultima soluzione, evidentemente dettata da esigenze di praticità nella conduzione, costrinse il progettista a prevedere il punto di scotta a pruavia dell’albero e quindi a ridurre la superficie della vela di prua. L’albero girevole tuttavia consente di sfruttare al meglio il profilo della randa e nel complesso le due vele offrono al vento la dignitosa superficie di 27 metri quadrati di tela. In navigazione la stabilità di rotta del Mini-Minou è assicurata da due derive a baionetta lunghe 91 centimetri le cui casse sono ricavate nel pozzetto a filo della murata centrale degli scafi, inclinate verso l’interno e tra loro convergenti. Questa soluzione, oltre a evitare scomodi passaggi in cabina delle lunghe appendici, favorisce la resistenza delle derive stesse alla spinta dell’acqua, mantenendone più salda la posizione ed evitando che accidentalmente si sfilassero durante la navigazione. Un altro punto di forza del Mini- Minou sono i generosi volumi degli spazi interni. L’accesso sotto coperta avviene attraverso un tambucio laterale accessibile dal pozzetto. L’altezza in cabina è di 1,35 metri, mentre sopra le cuccette (tre o quattro, secondo la scelta dell’armatore) ricavate alle estremità degli scafi, è di 90 centimetri. In corrispondenza della discesa, lungo la murata esterna dei due scafi trova posto un piano che all’occorrenza può essere utilizzato per cucinare o come tavolo da carteggio. Curiosa infine la soluzione proposta all’epoca dal cantiere che pubblicizzava, non senza un briciolo di orgoglio, la possibilità di montare in pozzetto una tenda da campeggio per consentire così, grazie ai volumi ampi e riparati, il pernottamento a bordo di altri due membri di equipaggio.