Il mensile pratico del mare domenica, 14 agosto 2022

Pen Duick IV

Pen Duick IV
  • Dettagli tecnici:
  • Lunghezza: 20,80m
  • Larghezza: 10,70m
  • Pescaggio: 2,40/0,80m
  • Peso: 6,5t
  • Velatura: 107mq

Tipo: Multiscafo

Cantiere: Chantiers de la Perrière, Francia

Progettista: Eric Tabarly e André Allègre

Varato nel 1968 da Eric Tabarly è stato il primo maxi trimarano da regata. Vinse la “Ostar” nel 1972, poi scomparve in Atlantico.

A credere per primo alle potenzialità dei multiscafi nelle regate oceaniche fu il celebre navigatore francese Eric Tabarly che nel 1968 varò il Pen Duick IV, rivoluzionario trimarano di 20,80 metri. Progettato insieme all’inglese André Allègre, venne concepito come barca votata alla velocità pura, capace di battere tutti i record oceanici dell’epoca. Decisivo nella costruzione fu l’utilizzo della lega leggera di alluminio (duralinox), un materiale che all’epoca cominciava a essere sperimentato da alcuni cantieri statunitensi (per esempio Camper & Nicholson) e che lo stesso Tabarly aveva già collaudato sulla barca precedente, il Pen Duick III. Tra le altre soluzioni innovative c’era l’armo a ketch, secondo il navigatore francese il più adatto alla conduzione in solitario, con vele steccate e alberi rotanti che raggiungevano un’altezza di 17,20 metri. Sempre in funzione della navigazione in solitario sul Pen Duick IV Tabarly mise a punto un timone a vento, l’Eca, il più evoluto prima dell’avvento degli autopiloti elettrici. Infine per la prima volta venne adottata la “calza” dello spinnaker”, un lungo contenitore cilindrico di tela che agevolava le manovre per alzare e ammainare questa grande vela di prua. L’idea di Tabarly era di prendere parte alla Ostar, transatlantica in solitario dall’Inghilterra agli Stati Uniti, e affidò la costruzione del trimarano al cantiere francese Chantiers de la Perrière. Era il 1968, periodo di grandi contestazioni popolari, e a causa dei ripetuti scioperi degli operai, la barca venne varata solo dieci giorni prima della partenza della regata. Il Pen Duick IV venne subito ribattezzato la “piovra d’alluminio” perché non rifinito con la classica verniciatura sugli scafi. Nonostante l’allestimento incompleto della barca, Tabarly si schierò sulla linea di partenza della Ostar a Plymouth, ma durante la prima notte nella Manica il trimarano entrò in collisione con un cargo e ruppe lo scafo di dritta. Il navigatore francese decise di rientrare a Plymouth ma non si arrese. Dopo tre giorni di lavori riprese il mare, ma al largo della Cornovaglia la barca subì un’altra avaria al timone a vento e fu costretta al ritiro. Aquattro mesi di distanza, dopo essere stato finalmente completato e in parte modificato (gli alberi rotanti vennero sostituiti con alberi tradizionali e abbassati a 16,50 metri), nel novembre del 1968, il Pen Duick IV al comando di Tabarly salpò da La Trinité per raggiungere la Martinica. L’intenzione del navigatore francese era di dimostrare le reali qualità del trimarano e di venderlo negli Stati Uniti. Questa volta vinse la scommessa impiegando 10 giorni e 11 ore per coprire le 2.640 miglia di Atlantico stabilendo il nuovo primato sulla rotta Canarie- Antille. Successivamente il Pen Duick IV battè un altro record sulla transpacifica Los Angeles-Honolulu, anche se prese parte alla regata fuori classifica perché alla competizione non erano ammessi i multiscafi. Tornato in Francia nell’autunno del 1969 Tabarly, per necessità economiche, fu costretto a vendere la barca che venne acquistata da Alain Colas, uno dei membri del suo equipaggio. Fu proprio Colas a “vendicare” Tabarly aggiudicandosi con il trimarano la Ostar del 1972 con il tempo record di 20 giorni, 13 ore e 15. Lo stesso Colas, dopo avere aumentato la galleggiabilità delle sezioni prodiere di tutti e tre gli scafi e avere ribattezzato la barca Manuréva, nel 1976 stabilì il record del giro del mondo in solitario su multiscafo (169 giorni, 4 ore e 11 minuti). Nonostante i tanti successi, nel 1978 la fortuna voltò le spalle sia alla barca che allo skipper francese: durante la prima edizione della Route du Rhum, transatlantica in solitario dalla Francia ai Caraibi, entrambi scomparvero al largo delle isole Azzorre e non vennero più ritrovati.