Il mensile pratico del mare domenica, 14 agosto 2022

Sebago

Sebago
  • Dettagli tecnici:
  • Lunghezza: 18,20m
  • Larghezza: 17,86m
  • Pescaggio: 2,50m
  • Peso: 3,7t
  • Velatura: 126mq

Tipo: Multiscafo

Cantiere: Paragon Composites, Gran Bretagna

Progettista: Adrian Thompson

Un veloce multiscafo progettato con soluzioni avveniristiche alla fine degli Anni 80

Costruito nel 1987 dal cantiere inglese Paragon Composites, Sebago è un trimarano di 60 piedi (18,28 m) realizzato per lo skipper statunitense Philippe Stegall, col proposito di partecipare alla C-Star del 1988, regata transatlantica in solitario (meglio nota come Ostar) da Plymouth (Inghilterra) a Newport (Stati Uniti). Stegall si era distinto per essersi classificato al terzo posto nella Ostar del 1980 a bordo di un trimarano (Jeans Foster) che si era costruito da solo. Per il nuovo progetto, il navigatore si affidò all’architetto inglese Adrian Thompson con la specifica richiesta che la barca fosse più leggera e veloce possibile. Fu così che nacque il prototipo We poi sponsorizzato dalla Sebago che, costruito interamente in carbonio e kevlar, risultò pesare appena 3,5 tonnellate, mediamente due in meno delle barche avversarie. Oltre che per l’estrema leggerezza, We si distingueva anche per la presenza degli hydrofoil, una sorta di piccole ali a forma di “T” rovesciata, posizionate sotto ognuno degli scafi laterali. Tali dispositivi sono oggi parte integrante per esempio delle acrobatiche derive Moth. Grazie a queste appendici, in navigazione gli scafi laterali del trimarano si sollevavano dall’acqua riducendo al minimo il dislocamento e offrendo minore resistenza. Un progetto senza dubbio rivoluzionario quello di Thompson, che nasceva proprio in un periodo in cui sui trimarani si andava imponendo la tendenza ad aumentare la lunghezza e il volume degli scafi laterali, col proposito di ridurre il beccheggio e migliorare la stabilità del mezzo. Grazie all’adozione degli hydrofoil, l’architetto inglese disegnò invece per Sebago due scafi laterali molto corti: 10 metri contro i 18,28 di quello centrale. Quest’ultimo, che ospitava il pozzetto in una struttura allargata e solidale ai bracci laterali, era l’unico a essere dotato di timone e deriva e risultava estremamente stretto con solo 1,37 metri di baglio massimo. Grazie agli hydrofoil e al dislocamento ridotto Sebago riusciva a planare con una superficie velica di appena 126 metri quadrati, suddivisa tra randa (88 mq), fiocco steccato (20 mq) e albero rotante con profilo alare di 18 mq di superficie (e 21 metri di altezza). Prima della partenza della C-Star furono in molti a chiedersi come questo leggerissimo trimarano si sarebbe comportato in condizioni di tempo impegnativo. Tra l’altro, data la particolare forma degli scafi e del piano velico, la barca dimostrò di non avere grandi doti nello stringere il vento. Nel corso della regata Stegall fu infatti costretto a mantenere una rotta più meridionale rispetto a quella seguita dagli altri concorrenti, allungando di circa mille miglia il percorso della gara. Malgrado ciò e nonostante la rottura del dispositivo di regolazione di uno dei due hydrofoil, Stegall terminò la C-Star in quarta posizione, tagliando il traguardo di Newport con appena 50 minuti di ritardo rispetto al terzo classificato, il francese Loïck Peyron, e solo un giorno dopo il vincitore della regata, il francese Philippe Poupon, che in quell’occasione stabilì anche il record della gara con il tempo di 10 giorni, 9 ore e 15 minuti