Il mensile pratico del mare venerdì, 20 ottobre 2017
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Il tuo progetto su Bolina


30-08-2017 Alberto Casti

Un’iniziativa rivolta agli architetti navali, o aspiranti tali, che vogliano dare visibilità a disegni inediti di imbarcazioni a vela per contribuire al rilancio della cantieristica

Il tuo progetto su Bolina
 
Un mese fa da queste colonne abbiamo risposto (speriamo esaurientemente) a un lettore che, disponendo di un budget di 60.000 euro, ci chiedeva consiglio per l’ acquisto di una imbarcazione per la crociera oceanica.
Il nostro suggerimento, date le valutazioni al ribasso nel mercato dell’ usato, è stato quello di fare riferimento a modelli con qualche decennio alle spalle, che oltre a essere più economici sono espressione di una filosofia progettuale più versatile rispetto a quelle attuali, se si esclude la competizione.
 
D’ altro canto è evidente che la produzione odierna di imbarcazioni da diporto, oltre a richiedere maggiori disponibilità economiche, risenta di una certa omologazione: tanti modelli pressoché simili tra loro, tutti confortevoli e voluminosi, ma pochi, o nessuno, che rompe gli schemi proponendosi come alternativa.
Non che l’ originalità sia di per sé un valore, intendiamoci. Però è indubbio che da lungo tempo in ambito nautico sia ormai latitante un modello di imprenditorialità che investa nella ricerca e
nell’ innovazione. Da quando la crisi economica ha trasformato il cosiddetto rischio d’ impresa, in un fallimento quasi matematico, assistiamo prevalentemente a una riproposizione di schemi già sperimentati. Del resto è comprensibile, chi produce tende a navigare in acque sicure. Soprattutto se a muovere i fili dei più importanti marchi della cantieristica internazionale, sono gruppi finanziari interessati a fare utili nel minore tempo possibile e non certo ad assumere il ruolo di innovatori.
 
C’è chi afferma che a causa di gravi lacune nella cultura nautica anche la domanda si sia ormai uniformata al ribasso. A noi sembra più plausibile l’ idea che ci si sia semplicemente rassegnati a dover operare una scelta difficile tra barche disegnate con la carta carbone. Viviamo insomma un periodo non particolarmente felice per i potenziali acquirenti, ma addirittura mortificante per chi ancora si cimenta a tracciare linee e a studiare soluzioni, senza avere poi possibilità di vederle concretizzate in un modello effettivamente navigante.
Di qui la nostra proposta: facciamo di BOLINA il veicolo per dare visibilità ai progetti di imbarcazioni che, in controtendenza rispetto alle attuali regole di mercato, non hanno avuto modo di essere realizzate. Diamo rappresentanza al quel potenziale inespresso dell’ architettura navale che ancora si fonda sulla creatività tipica del made in Italy. Come? Pubblicando piani e descrizioni di progetti inediti. Perché dietro a ogni soluzione adottata ci sono ricerche, riflessioni e sperimentazioni. E la nostra ambizione sarebbe quella di trasformare un bagaglio di conoscenze così vasto in un patrimonio condiviso, incentivando il confronto e contribuendo in questo modo a stimolare anche l’ utenza navigante a informarsi e ad approfondire le ragioni e le opportunità delle scelte operate.
 
Il nostro invito è rivolto a tutti coloro che abbiano una barca disegnata nel cassetto, architetti, ingegneri, artisti o visionari, professionisti e non.
Quali barche? Non ci sono vincoli di dimensioni, materiali e destinazione d’ uso (crociera, regata, navigazione costiera, d’ altura, oceanica, scuola di vela, etc.), purché si tratti di una barca a vela. Chi volesse aderire dovrà inviare all’ indirizzo email staff@bolina.it materiale dettagliato del progetto, corredato da disegni esplicativi e note di approfondimento.
Gli elaborati che il consiglio di redazione riterrà più interessanti, saranno pubblicati di volta in volta sulla nostra rivista. La parola passerà poi al giudizio dei lettori del nostro mensile che contribuiranno a selezionare il disegno da insignire col titolo di Progetto dell’ anno.
Tutto ciò nella speranza che man mano che ci lasceremo questa crisi alle spalle l’ industria torni a investire anche sull’ innovazione. Magari accogliendo qualcuno dei nostri suggerimenti.