Il mensile pratico del mare sabato, 18 novembre 2017
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Nautica, la notizie è servita


18-10-2017 Alberto Casti

Un sondaggio promosso da BOLINA rileva le abitudini dei velisti nel reperire informazioni di settore: più consultato il web, ma le testate tengono per i temi di approfondimento

Nautica, la notizie è servita

 

Un amico, firma autorevole di articoli e volumi tecnici, ci racconta con imbarazzo, l’ esito poco incoraggiante di conferenze tenute presso alcuni circoli velici: «Il navigante medio – afferma rassegnato – non è più interessato a temi di approfondimento. Almeno finché non ha un problema da risolvere».

Una valutazione simile ci viene suggerita da un altro navigatore attivo nel settore dell’ editoria secondo cui, critica e pubblico costituiscono oggi due entità separate: una che apprezza e promuove le opere, l’ altra che si mostra sempre meno interessata.
Ovviamente per noi che siamo editori, il tema è quanto mai delicato. Abbiamo deciso così di indagare più dettagliatamente su come siano cambiate le abitudini degli appassionati di vela in materia di informazione, invitandoli a rispondere a un sondaggio on-line.

L’ occasione ci ha consentito di vedere confermate alcune tendenze, ma anche di sfatare diversi miti in materia. A dispetto di quanto ci saremmo aspettati abbiamo per esempio scoperto che, malgrado le attuali tecnologie, permane un nocciolo duro, pari al 54 per cento degli intervistati, che fa delle testate specializzate (cartacee e digitali) e dei libri, la sua principale fonte di informazione. Il restante 43 per cento (comunque una quota importante) ha invece dichiarato di consultare con maggiore frequenza web, blog e forum.
Altra sorpresa quella relativa ai video: solo il 3 per cento considera YouTube qualcosa in più del semplice intrattenimento. Il velista medio si rivela dunque un lettore interessato e attivo: circa il 78 per cento si aggiorna con continuità a fronte di un 22 per cento che si limita a reperire dati specifici solo quando gli occorrono.

La quasi unanimità del nostro campione (il 96,7 per cento) ha marcato poi l’ importanza dell’ autorevolezza della fonte e della professionalità giornalistica. Tanto più in un’epoca come quella attuale in cui l’ informazione si trova spesso confinata in un circolo vizioso tra chi diffonde bufale e chi è chiamato a smentirle.
Il 72 per cento dei partecipanti al sondaggio infatti acquista regolarmente riviste specializzate italiane; il 14 per cento è addirittura abbonato a testate estere. Ciò significa che se da una parte internet la fa da padrone per l’ informazione in tempo reale, l’ approfondimento è demandato ancora esclusivamente alle riviste che nel nostro settore – lo sottolineano i lettori – mantengono un ruolo imprescindibile nella diffusione e nella preservazione della cultura nautica. Solo il 4
per cento dei nostri interlocutori ritiene infatti che grazie a internet non ci sia più bisogno di un’ informazione strutturata sotto forma di periodico.

La verità è che l’informazione oggi ha due facce: quella dinamica e snella a cui si accede tramite pc, tablet o smartphone e quella delle testate con la loro logica d’insieme. La prima fa leva su una certa passività dell’ utente sollecitato dalle notifiche che rimbalzano sui vari dispositivi, la seconda preclude una scelta consapevole.
E la pubblicità che abbonda nell’ informazione telematica infastidisce? Sì per il 43 per cento del nostro campione, no per il 57 per cento che ormai quasi non ci fa neppure caso. Rimandiamo agli esperti in comunicazione una valutazione di merito in questo ambito: l’ utenza è ormai assuefatta alle promozioni sul web? O è il media attraverso cui le si diffonde a essere inadatto?
Come ha recentemente dichiarato al quotidiano La Repubblica il giapponese Tsuneo Kita, amministratore della Nikkei, il più grande gruppo editoriale economico del mondo (nel 2015 ha rilevato tra gli altri il Financial Times), per avere un futuro occorre puntare sulla modernità, quindi sulle edizioni digitali, ma anche sulla qualità. E finché ci sarà desiderio di conoscenza, ci sarà bisogno di testate e redattori.
Tiriamo un sospiro di sollievo, augurandoci che nel novero delle pubblicazioni imperiture ci siano anche quelle di nautica. Buon vento!