Il mensile pratico del mare venerdì, 20 ottobre 2017

Acquistare un'imbarcazione usata: l'iter da seguire

In questa sezione del sito di BOLINA sono disponibili una serie di moduli e formulari a uso dei lettori che abbiano bisogno di un supporto durante le delicate fasi che precedono l'acquisto di uno yacht usato. Numerosi sono coloro che, nella felice condizione di futuri "papabili" armatori, ci interpellano chiedendo come e in quale sequenza vadano utilizzate queste schede. Veniamo quindi in aiuto a tutti questi barca-dipendenti, indicando la procedura standard per il migliore impiego dei formulari. La procedura d'acquisto di uno yacht usato prevede di solito il seguente iter:

Fase 1. Individuare la barca più interessante
Fase 2. Raccogliere tutte le informazioni
Fase 3. Valutare la congruità del prezzo richiesto
Fase 4. Visitare la barca da soli
Fase 5. Presentare l'offerta d'acquisto
Fase 6. Fare eseguire la perizia tecnica dello yacht
Fase 7. Stipulare il contratto presso un notaio

 


Fase 1. Individuare la barca più interessante.
L'individuazione può avvenire in tanti modi, ma questa fase, lunga o corta che sia, esula dal tema di questo articolo. L'importante è che alla fine il velista abbia trovato il modello di barca dei suoi sogni, barca che sia in vendita a un prezzo che egli ritiene abbordabile. Ma di più il nostro acquirente non può sapere, al di fuori delle quattro scarne righe che ha letto e che sono state redatte in stile telegrafico del tipo: "Vendesi modello ......., anno 19..., ottime finiture, prezzo ......... visibile a ............ tel ........". Egli ignora se la barca sia mai stata incidentata, quanti proprietari abbia avuto, se sia originale in ogni sua parte o se durante gli anni alcuni componenti siano stati sostituiti e perché. I proprietari che vendono il loro yacht sono più o meno tutti portati a sovrastimarla (nel prezzo), a esaltarne i pregi e a sottacerne le magagne (gravi e non). I mediatori poi, se interpellati, sono soliti inviare al potenziale acquirente una scheda descrittiva della barca e delle sue dotazioni che finisce, invariabilmente, con la pilatesca frase: "Dati indicativi e non impegnativi". Passiamo quindi alla fase 2.



Fase 2. Raccogliere tutte le informazioni.
La barca può trovarsi a pochi chilometri oppure dall'altra parte del globo: che fare? Prendere subito l'aereo o l'auto e rischiare di correre incontro a una cocente delusione? Meglio scaricare da questo sito la scheda con la quale l'acquirente richiede al venditore o al mediatore le informazioni preliminari che gli sono necessarie per stabilire, innanzitutto, se il gioco valga o meno la candela. Questa scheda serve a vincolare il venditore (sia il privato che vende la propria barca sia lo yacht broker). Costui, infatti, restituendo la scheda da lui anche firmata e contenente le informazioni richieste, ne sarà tenuto a rispondere qualora, in seguito, queste si dimostrassero non veritiere. Potrebbe accadere che il venditore accampi un mucchio di storie e tenti di svicolare il riempimento o la sottoscrizione del formulario ("Ma come, dottore, non si fida di me?" e amenità del genere). In questo caso vale il solito consiglio: lasciare subito perdere l'"occasione", tanto di guadagnato. Supponiamo invece che il venditore restituisca al nostro acquirente la scheda debitamente compilata e firmata. A questo punto scatta la fase 3.



Fase 3. Valutare la congruità del prezzo richiesto.
Per prima cosa bisogna confrontare il prezzo richiesto dal venditore per la "vostra" barca con quello esposto nei listini dell'usato che sono pubblicati da varie riviste o che si possono trovare su internet. Queste ultime due fonti forniscono valori medi di mercato per imbarcazioni datate, sì, ma originali in ogni loro parte, non incidentate e in condizioni medie e decenti di manutenzione e dotazione. Se la scheda indicasse che la "vostra" barca non si trova più in questa situazione, quale deprezzamento andrebbe applicato correttamente? Proviamo a fare alcuni esempi di avarie e/o sostituzioni, applicando i coefficienti riduttivi del valore che la mia esperienza ha dimostrato essere comunemente accettati: a. Avaria strutturale (ovvero avaria che abbia pregiudicato, direttamente o indirettamente, la galleggiabilità e navigabilità dello yacht. Tali sono, per esempio: osmosi conclamata, falla, disalberamento, sfondamento del ponte di coperta, speronamento, allagamento, incaglio con rottura delle strutture, perdita del bulbo di zavorra, grippaggio del motore, rottura del timone, delaminazione delle paratie interne dallo scafo, etc.) con riparazione documentata (dal Rina, etc.) che sia stata eseguita a regola d'arte da un primario cantiere. In questi casi il deprezzamento che va applicato si aggira tra il - 15 per cento; b. Avaria strutturale (ovvero che abbia pregiudicato la galleggiabilità e navigabilità), con riparazione non documentabile ed eseguita con il metodo fai-da-te: - 30 per cento; c. Avaria non strutturale (che non abbia pregiudicato quindi la galleggiabilità e navigabilità, quali per esempio: incendio parziale a bordo, collisione con la sola rottura del pulpito e dei candelieri, rottura di mobili di arredo interni, distacco del rivestimento di teak dal ponte di coperta, elevatissimo tasso di umidità in carena ma senza la comparsa delle famigerate bolle di osmosi, impianto elettrico di bordo in cattive condizioni, gel coat delle murate decolorato e danneggiato, etc.), con riparazione documentata (dal Rina, etc.) eseguita a regola d'arte da un primario cantiere: - 7,5 per cento; d. Avaria non strutturale (che non abbia pregiudicato quindi la galleggiabilità e navigabilità), con riparazione non documentabile ed eseguita con il metodo fai-da-te: - 15 per cento; e. Modifiche dello yacht (che quindi è difforme dal progetto originale) e che siano state apportate dal medesimo cantiere costruttore o in base ai piani forniti dal medesimo progettista dello yacht: - 5 per cento; f. Modifiche dello yacht (che quindi è difforme dal progetto originale) e che non siano state apportate né dal cantiere costruttore né in base ai piani forniti dal medesimo progettista dello yacht: - 25 per cento; g. Sostituzione per sole vetustà o semplice usura di parti (strutturali e non) con altre identiche e fornite dal cantiere costruttore dello yacht. Lavoro documentato ed eseguito da un primario cantiere: - 0 per cento; h. Sostituzione per sola vetustà o semplice usura di parti (strutturali e non) con altre non identiche e non fornite dal cantiere costruttore dello yacht. Lavoro non documentato ed eseguito con il metodo fai-da-te: - 15 per cento; i. Manutenzione ordinaria eseguita sempre presso primario cantiere e documentabile: - 0 per cento; l. Manutenzione ordinaria non eseguita o non documentabile: - 10 per cento. Sulla base di questi parametri riduttivi è possibile verificare se il prezzo richiesto sia congruo o meno. Se anche questa volta l'esame desse un esito positivo, sarà possibile passare alla fase 4.
 

Fase 4. Visitare la barca da soli.
Bisogna prendere appuntamento con il venditore e andare a visitare la barca. Qui bisogna stare attenti se si ha a che fare con un mediatore. Alcuni di questi pretendono, infatti, la sottoscrizione di una forma di impegno all'acquisto prima ancora che l'acquirente abbia la possibilità di vedere la barca. Non firmare nulla! Se insistono, è meglio lasciare perdere: nessuno firma cambiali in bianco. Prendete appuntamento e andate a vedere la barca. La vostra sarà una visita "sentimentale" innanzi tutto, destinata a stabilire se potrà esistere un giusto feeling con l'oggetto dei vostri desideri. Potrà non piacervi epidermicamente, oppure potrete esserne innamorati cotti a prima vista. In questo secondo caso, come ogni buon innamorato, sarete portati umanamente a scorgerne solo tutti i suoi pregi e a non vederne i difetti. Questo comportamento, qualora vi accadesse di averlo, è abituale, non abbiate timore. Siete allora pronti per la fase 5.
 

Fase 5. Presentare l'offerta d'acquisto.
Se la barca vi piace, a questo punto dovete necessariamente scoprire le vostre carte. Dovete quindi impegnarvi ufficialmente con il venditore, sia questo un privato proprietario sia un broker. Lo farete sottoscrivendo l'Offerta d'Acquisto che potrete scaricare dal sito. Ce ne sono due, a seconda che la trattativa si svolga tra privati oppure se ci sia di mezzo un mediatore. In questo secondo caso vi suggeriamo di valutare attentamente le differenze tra il modulo che il mediatore vi sottoporrà da firmare e quello che avrete scaricato dalla rivista. Non è da escludere che quello del mediatore non vi tutela per nulla. In entrambi i casi, venditore privato oppure broker, vale il solito consiglio: se qualcuno facesse storie e non volesse accettare le clausole contenute nel modulo di BOLINA (Ma come, dottore, non si fida di me?), credete, sarà meglio lasciare perdere! L'offerta d'acquisto è un semplice preliminare di compravendita il cui compimento è condizionato all'avverarsi in senso positivo di una serie di situazioni ed eventi che sono ben dettagliati e descritti. In primo luogo entrambe le parti (venditore e acquirente) devono avere accettato il contenuto dell'Offerta e averla sottoscritta. In virtù della sottoscrizione dell'Offerta si avvia una procedura che include l'effettuazione di una perizia tecnica sullo yacht. Dall'esito positivo dell'ispezione dipende il compimento dell'acquisto vero e proprio. Se le due parti sottoscrivono l'Offerta, siamo pronti per la fase 6.
 

Fase 6. Fare eseguire la perizia tecnica dello yacht.
La barca va periziata da un tecnico e le sue valutazioni, messe per iscritto, sono vincolanti per le parti che hanno sottoscritto l'offerta d'acquisto. Se la perizia non venisse eseguita con la dovuta diligenza, prudenza e capacità, il perito risponderebbe personalmente dei propri errori, come ogni qualsiasi altro professionista di questo mondo. La perizia deve includere l'inventario degli accessori che sono oggetto della compravendita (tender, motore fuoribordo del tender, dotazioni di sicurezza, parabordi, ormeggi, parti di rispetto, numero di sacchi di vele, etc.). Il perito deve redigere un rapporto scritto che consegna, vincolato dal segreto professionale, alla parte che ne ha richiesto la prestazione. Questa invece può farne l'uso che ritiene più opportuno, ma sotto la propria responsabilità. Se la perizia dà esito positivo, si è pronti per la fase 7.

 

Fase 7. Stipulare il contratto presso un notaio.
Spetterebbe al notaio provvedere alle necessarie visure presso l'Autorità Marittima al fine di accertare che lo yacht sia libero da gravami, ipoteche, sequestri, etc. Ma pochissimi lo fanno, limitandosi invece a raccogliere le dichiarazioni in tal senso formulate dalla parte venditrice. I RID (Registri Imbarcazioni da Diporto) sono Registri pubblici tenuti dalle Capitanerie di Porto e dagli altri Uffici locali che ne siano abilitati. Chiunque può presentarsi e, pagando una certa somma in bolli e c/c, ottenere l'Estratto dai RID di una certa barca individuata dal numero di Iscrizione a quel Registro locale. Se si hanno dei dubbi, si può richiedere il RID a un'agenzia, prima di stipulare la compravendita dal notaio. Se non si hanno dubbi, va richiesto lo stesso! Una volta sistemata la parte contrattuale, si deve provvedere (se non lo fa il notaio) a fare trascrivere presso la competente Autorità Marittima il vostro titolo di proprietà dello yacht. Se vi annoia fare la fila, rivolgetevi a un'agenzia specializzata. Nel frattempo si è giunti alla fase 8, Fase 8. Prendere in consegna la barca. Prendere in consegna la barca non significa ricevere in mano le chiavi del motore e del lucchetto del tambucio: significa invece verificare, in contraddittorio con il venditore, se la barca è nello stato pattuito e se tutte le sue parti accessorie (quelle incluse nella vendita e inventariate dal perito nel corso delle sue operazioni) ci sono veramente e se corrispondono alle condizioni previste. A questo punto non resta altro, cari lettori, godervi il nuovo (o riacquisito) status di armatori, skipper o comandanti (fate voi) e ... Buon vento!


(Marco Cobau)