Bamar
Il portale pratico del mare venerdì, 17 luglio 2026

Dakar, snodo del traffico di pinne di squalo


17-07-2026

Un'inchiesta della ong britannica EJF denuncia lo sbarco illegale di carichi prelevati da pescherecci asiatici nel porto senegalese

Secondo un rapporto pubblicato il 16 luglio dalla Environmental Justice Foundation (EJF), ong britannica con sede a Londra, il porto di Dakar, in Senegal, è diventato un punto di snodo per il traffico di pinne di squalo prelevate illegalmente da pescherecci cinesi e taiwanesi. Il rapporto si basa sulle testimonianze di 124 pescatori indonesiani e filippini impiegati tra il 2020 e il 2025 su navi da pesca al tonno con palangari, che avrebbero testimoniato l'esistenza di decine di unità impegnate esclusivamente nel finning (la pratica di tagliare le pinne allo squalo ancora vivo e rigettarlo in mare, dove poi muore per soffocamento), che avrebbero poi sbarcato le pinne proprio a Dakar.

Il Senegal aderisce alla Commissione internazionale per la conservazione dei tonnidi dell'Atlantico (ICCAT), che vieta la detenzione a bordo di alcune specie di squalo e che impone che il peso delle pinne non superi il 5 per cento di quello totale degli squali imbarcati. Ciò per fare fronte al drastico calo di esemplari che dal 1970 ha visto crollare la popolazione mondiale di squali del 71 per cento. C'è chi propone come soluzione l'obbligo di sbarcare le pinne ancora attaccate al corpo dello squalo, per facilitare i controlli e ridurre le catture illegali. Ma non basterebbe vietare semplicemente questa pratica?

Giornale di bordo

© Riproduzione riservata