Il mensile pratico del mare mercoledì, 25 novembre 2020

È scomparso
Ernesto Tross


19-11-2020

Il navigatore tedesco, progettista dei tanto amati quanto contestati Orso Grigio, Orso Bianco e Lim, si è spento nella notte tra mercoledì 18 e giovedì 19 novembre. Aveva 88 anni.

È scomparso
Ernesto Tross
Alla fine se n'è andato. È salito sulla sua barca senza randa, ed è partito per un lungo viaggio che purtroppo questa volta non potremo seguire. Ernesto Tross, navigatore, scrittore, artista, progettista, amico, si è spento la notte di giovedì 19 novembre al termine di una malattia che lo aveva colpito inaspettatamente pochi mesi fa. Aveva 88 anni. Solo qualche tempo prima si trovava a Roccella Ionica a bordo del Lim (foto accanto), la sua ultima creatura di 8 metri, a sperimentare con la curiosità di un novello Archimede le ultime trovate partorite dalla sua prolifica mente. Ideazioni che poi regolarmente veniva a illustrare alla redazione di Bolina. E le nostre periodiche chiacchierate vertevano su vari temi per poi deviare sempre su quello della sicurezza, obiettivo per lui primario, ma purtroppo, sosteneva, non perseguito da gran parte dei cantieri odierni orientati più che altro a dar sfoggio a inutili orpelli da banchina.
 
Le sue posizioni erano condivise da sostenitori sfegatati, ma anche osteggiate da molti detrattori che lo accusavano di progettare barche brutte, aggettivo che noi a Bolina abbiamo sempre trovato inappropriato, perché il bello è caduco, segue i canoni del tempo, "le mode" del momento, l'utile no. Era certo un estremista, come può definirsi chi crede ciecamente in qualcosa e si spende anima e corpo per perseguirla. Per Tross era inconcepibile che una barca non fosse prima di tutto inaffondabile e indistruttibile, obiettivi, diceva, che si possono ottenere facilmente cambiando paradigma nella progettazione e nei materiali. Utilizzando tenace lamiera di alluminio per lo scafo, evitando di installare passascafi al di sotto della linea di galleggiamento, scegliendo la deriva zavorrata mobile al posto della pinna imbullonata, evitando l'inox per il sartiame, prevedendo una scaletta strutturale sullo specchio (naturalmente chiuso) di poppa, etc.
 
Poi c'è stata la battaglia contro la randa, o meglio contro il boma, appendice causa di non pochi incidenti in mare che può essere eliminata variando il piano velico e prevedendo l'attrezzatura composta da soli fiocchi che Tross stava costantemente affinando.
Le sue teorie hanno periodicamente trovato spazio su Bolina, preso forma in numerosi libri, (l'ultimo "Controcorrente", edito dalla nostra casa editrice) e trovato espressione nei suoi progetti più radicali, l'Orso Grigio nel 2001, l'Orso Bianco nel 2008 e il LIM nel 2018. Un sapere, il suo, che nasceva dall'esperienza maturata sul campo con migliaia di miglia percorse a bordo delle sue barche autocostruite in Mediterraneo, Mar Rosso, Oceano Indiano e Pacifico esplorando l’India, il Tibet, le Maldive, lo Sri Lanka e poi Malaysia, Thailandia, Laos, Cambogia, Indonesia, Sudamerica, Australia.
 
La sua vita intensa è stata ricostruita di recente da un gruppo di amici che in occasione del suo ultimo compleanno, gli ha dedicato una dettagliata pagina su Wikipedia.
A noi piace ricordarlo come voce fuori dal coro, l'outsider, l'eretico, l'estremista, ma anche il saggio Tross amareggiato per il destino di un pianeta aggredito dalla avidità umana.
"A Latina – ci scriveva in uno degli ultimi messaggi – il cantiere (Metalsud) ha avuto l’incarico per la costruzione di un nuovo Orso Bianco di 10 metri. In attesa che qualcuno si decida per la costruzione del 9 metri (Orso Grigio) che abbiamo completamente riprogettato. Tra le varie mie barche penso sia la più ragionevole. Staremo a vedere". 
 
Come tutti i visionari Tross è stato un anticipatore dei tempi. Se il futuro sarà migliore, e ci auguriamo che sia così, il suo prezioso contributo alla progettazione nautica sarà adeguatamente valorizzato. 
Buon viaggio Ernesto e che i venti ti siano favorevoli.