Nove associazioni contro i tagli alle aree marine protette
Marevivo e altre otto sigle ambientaliste denunciano la riduzione dei finanziamenti statali
Marevivo e altre otto sigle ambientaliste denunciano la riduzione dei finanziamenti statali
Marevivo, insieme a WWF Italia, Greenpeace Italia, Lipu-BirdLife Italia, Blue Marine Foundation, Italia Nostra, Mountain Wilderness, Pro Natura e Worldrise, ha diffuso un comunicato congiunto per denunciare la riduzione dei finanziamenti statali alle Aree Marine Protette italiane, quantificata intorno al 23 per cento e comunicata a esercizio finanziario già in corso.
Le nove sigle sottolineano la contraddizione tra questa scelta e l'impegno assunto dal nostro paese a livello internazionale di tutelare il 30 per cento dei mari entro il 2030, obiettivo verso cui le decisioni di finanza pubblica per il 2026 sembrerebbero muoversi in direzione opposta. Secondo le associazioni, le Aree Marine Protette non vanno considerate un costo, ma uno strumento per la tutela della biodiversità, il ripopolamento di flora e fauna, la ricerca scientifica e la rigenerazione degli stock ittici, con ricadute positive anche sulla pesca nelle zone limitrofe. Un taglio di questa entità, arrivato a metà anno, comporterà certo meno controlli, meno personale ed ecosistemi più esposti, sottraendo risorse a un settore che andrebbe invece adeguatamente finanziato.
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