La Corte costituzionale stralcia le norme su capitale e prezzi minimi delle scuole nautiche: il Governo aveva ecceduto i propri poteri
Aprire o gestire una scuola nautica non richiederà più di dimostrare un patrimonio minimo di 50.000 euro, e i corsi per la patente nautica torneranno a poter essere venduti a qualsiasi prezzo, senza un tariffario minimo imposto dallo Stato. Lo ha stabilito la Corte costituzionale con la sentenza n. 133 del 2026, depositata il 21 luglio.
I due obblighi (capitale minimo e prezzi minimi) erano stati introdotti con il decreto legislativo n. 160 del 2020, varato nel novembre di quell'anno dal governo Conte II dall'allora ministra delle Infrastrutture Paola De Micheli, e resi operativi nel 2023 con un regolamento firmato dal governo Meloni, su proposta del ministro Matteo Salvini. Quel regolamento fissava una soglia patrimoniale di 50.000 euro per le scuole e un prezzo minimo dei corsi: 1.100 euro per la patente entro le 12 miglia, 1.400 euro per quella senza limiti.
A portare la questione davanti ai giudici sono stati Carlo Maywald e Andrea Monselesan, titolari della scuola di vela romana Altura, che avevano impugnato il regolamento del 2023 davanti al Tar del Lazio, ritenendo che quelle regole limitassero ingiustamente la libertà di fare impresa.
È bene sottolineare che a far cancellare la norma non è stato il contenuto, ma il modo in cui queste regole erano state introdotte. Nel 2015 il Parlamento aveva dato al Governo una delega per riformare il codice della nautica, limitandone l'operatività a sicurezza della navigazione, patenti, sanzioni e sistemi di propulsione alternativi: non una parola su patrimonio minimo o tariffe delle scuole. Introducendo comunque quelle norme, il Governo aveva quindi superato i limiti che il Parlamento gli aveva fissato motivo per cui la Corte ha ravvisato i termini di incostituzionalità. Nulla vieta ora al Parlamento di riproporre le stesse regole, questa volta con una delega scritta correttamente
Nel frattempo le scuole nautiche dunque tornano libere di fissare i propri prezzi e non devono più dimostrare un patrimonio minimo di 50.000 euro. Il cambiamento in ogni caso potrebbe essere più contenuto di quanto sembri: i requisiti patrimoniali restano comunque previsti dalle leggi regionali, anche se con soglie diverse da regione a regione (in Emilia-Romagna, ad esempio, si richiedono 30.000 euro di fideiussione o di proprietà libera da ipoteche). E anche sulle tariffe la libertà riconquistata è in parte teorica: le 5 ore di lezione obbligatorie ad almeno 90 euro l'una, già previste per le scuole nautiche, finiscono comunque per determinare un costo minimo del corso. Uno completo, del resto, oggi costa in media quasi il doppio delle soglie cancellate dalla Corte.