Ventidue associazioni napoletane chiedono di valutare siti alternativi a Bagnoli per i lavori della 38ª Coppa America
La redazione di Bolina ha ricevuto il 3 merzo una lettera aperta firmata da 22 associazioni napoletane — tra cui WWF Napoli, Italia Nostra e Medicina Democratica — indirizzata a Grant Dalton, presidente di ACE Italy S.r.l., organizzatore della 38ª America's Cup prevista nel golfo di Napoli nel 2027.
La lettera esprime preoccupazione per i lavori in corso nell'area di Bagnoli e chiede una valutazione di siti alternativi già disponibili nel golfo. Non si tratta del primo allarme formale: il 20 settembre 2025 l'arch. Francesco Escalona, presidente di NuRige Campania (una delle associazioni firmatarie) e mittente della nota aveva già trasmesso al MASE (Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica) osservazioni tecniche nell'ambito della procedura di verifica di assoggettabilità alla VIA (Valutazione di Impatto Ambientale).
Le contestazioni di Escalona sono di natura procedurale e sostanziale. L'area di Bagnoli è classificata SIN (Sito di Interesse Nazionale) ai sensi della legge 388/2000 per una superficie di 249 ettari a terra e 1.453 ettari a mare, e non è mai stata sottoposta a bonifica né a messa in sicurezza permanente come previsto dal D.Lgs. 152/2006. Intervenire su un sito contaminato senza averlo prima bonificato, secondo le osservazioni, viola la normativa nazionale e comunitaria vigente. Sul piano procedurale, i lavori rientrerebbero per tipologia e dimensioni che impone la Valutazione di Impatto Ambientale indipendentemente da qualsiasi valutazione di temporaneità.
La lettera aperta di marzo solleva anche il tema della contaminazione dei fondali: i dragaggi previsti mobiliteranno sedimenti inquinati da IPA (idrocarburi policiclici aromatici) e PCB (policlorobifenili), con rischio di formazione di diossine e metilmercurio. L'area confina con la Zona Speciale di Conservazione dei fondali di Gaiola e Nisida e con il Parco Sommerso di Gaiola, che ospita 21 specie protette e praterie di Posidonia oceanica. Sul piano dell'ordine pubblico, oltre 5.000 persone hanno manifestato contro i lavori, la Procura della Repubblica ha avviato indagini per possibili reati ambientali e il Prefetto di Napoli ha attivato un tavolo di confronto.
Un ulteriore profilo critico riguarda la partecipazione pubblica: sia le osservazioni di settembre 2025 che la lettera di marzo 2026 contestano che i cittadini siano stati coinvolti solo nella fase finale del procedimento, in violazione della Convenzione di Aarhus del 1998 e della Convenzione Europea del Paesaggio del 2000, che impongono processi partecipativi nella fase iniziale, quando le alternative sono ancora praticabili.
Le associazioni chiedono a Dalton di valutare porti già operativi nel golfo, a poche miglia di distanza, che richiederebbero solo opere a terra su aree non contaminate, garantendo — secondo i firmatari — il rispetto delle scadenze previste senza compromettere la salute pubblica né il diritto dei napoletani a una spiaggia balneabile a Bagnoli e Coroglio.