Coppa America tra avvocati
e misteriosi sfidanti
Ratcliffe cita in giudizio Ainslie per l'AC75, mentre quattro nuovi sfidanti bussano alla porta di Napoli 2027
Non c'è Coppa America senza contenziosi, e la 38ª edizione del più ambito trofeo velico del mondo non sembra proprio fare eccezione. Sir Jim Ratcliffe, patron del gruppo petrolchimico Ineos, ha annunciato azioni legali contro Ben Ainslie per reclamare l'AC75 con cui, prima del divorzio tra i due, il team britannico ha vinto la Louis Vuitton Cup a Barcellona nel 2024. Secondo INEOS, la barca (costata 180 milioni di sterline) è di sua proprietà e non può essere utilizzata da GB1 senza autorizzazione. La mossa ha un tempismo chirurgico visto che il regolamento della 38ª Coppa America impone il riutilizzo delle stesse imbarcazioni della precedente edizione e la squadra britannica ne ha assoluta necessità per presentarsi al via di Napoli nell'estate del 2027.
La vicenda si intreccia con un momento di grande attività per GB1, che questa settimana ha annunciato l'ingresso in squadra del velista triestino Andrea Tesei, 34 anni, che ha disputato due campagne di Coppa America con Luna Rossa come controllore di volo e trimmer. Tesei vanta anche esperienze nel SailGP e nella classe olimpica 49er di cui è stato campione italiano nel 2015 e bronzo agli Europei nel 2017.
Nel frattempo, il 31 marzo scade il termine per le iscrizioni tardive alla 38ª edizione, con fino a quattro possibili nuovi sfidanti sul tavolo: Australia, Repubblica Ceca, Usa e un secondo team per l'Italia. Tra queste la candidatura ceca appare la più concreta: sarebbe sostenuta dal miliardario Karel Komárek con Ken Read come direttore del sindacato, in trattativa con American Magic per acquistare l'AC75 Patriot. Gli australiani punterebbero invece all'AC75 di Emirates Team New Zealand del 2021.
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