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Golden Globe Race e il caso "Mara"


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29-09-2026

La velista norvegese Marie Løvenskiold Kveseth si ritira: la sua permanenza in regata non dava sufficiente visibilità alla sua associazione

Golden Globe Race e il caso "Mara"
A 3 settimane dalla partenza da Les Sables-d'Olonne, la McIntyre Golden Globe Race, il giro del mondo in solitario senza scalo riservato a barche retrò, fa i conti con gli effetti della tempesta tropicale Gonzalo. Il 27 settembre, attraverso la tecnologia Window Live che trasmette immagini da bordo, alcuni concorrenti hanno descritto le difficoltà incontrate con raffiche fino a 50 nodi e onde di 5 metri.
Window Live è una novità di questa edizione della Golden Globe Race. Sviluppata con un partner tecnologico svedese e adottata da 7 concorrenti trasmette immagini da bordo in un'unica direzione: niente internet, niente comunicazioni in entrata. 
 
Ne avrebbe fatto invece un uso improprio Helga Marie Løvenskiold Kveseth, detta Mara, che nel corso di un collegamento da bordo di Showgirl, il suo Saltram Saga 36', avrebbe messo in dubbio la propria permanenza in gara per la mancata visibilità social della sua impresa. Ha spiegato che navigare intorno al mondo, o affrontare l'Oceano del Sud, non basta a giustificare l'impresa. Il suo obiettivo era promuovere la sua fondazione e le cause femminili, e secondo lei il team di terra avrebbe pubblicato troppo poco su YouTube e Instagram (lo avrebbe verificato chiedendo alle navi incrociate di controllare i suoi profili).
 
Mara ha dunque usato il collegamento per dare istruzioni al team sulla pubblicazione dei contenuti, cosa vietata dal regolamento id gara motivo per cui gli organizzatori hanno ammonito la navigatrice e chiesto la rimozione di un sito esterno che pubblicava le registrazioni del suo traffico radio.  Il caso è montato diventando mediatico e la navigatrice, che navigava in ultima posizione, ha infine dichiarato di voler abbandonare anche se al momento dal cartografico la sua rotta non risulta invertita.
 
Mara, 35 anni, è cresciuta lontano dal mare, nei boschi norvegesi, e ha un passato da atleta nella scherma, nel canottaggio e nel bob. Naviga con continuità solo da 4 anni. Le fonti le attribuiscono tra 25.000 e 45.000 miglia, compresi un giro del mondo e 6 traversate oceaniche, ma sempre in equipaggio. La sua prima navigazione d'altura in solitario è stata la traversata atlantica di qualificazione dello scorso inverno, trasmessa in diretta 24 ore su 24. Allora dichiarava di voler mostrare la realtà senza filtri della vita a bordo. Tutta la sua campagna del resto, anche sul piano economico, si regge sulla comunicazione digitale.
 
I messaggi quotidiani della skipper, obbligatori come controllo di sicurezza, raccontano comunque una navigatrice tranquilla anche nella tempesta Gonzalo. Il 28 settembre la barca procedeva a 2,5 nodi sotto spinnaker, nelle calme a Ovest della flotta.
 
In testa alla flotta resta il francese Damien Guillou sul Rustler 36' Solarem seguito dall'irlandese Pat Lawless sul Saltram Saga 36' Silvermines Hydro. I due avrebbero raggiunto gli Alisei con circa 550 miglia di vantaggio sul resto del gruppo, ancora impelagato da calme equatoriali e vento contrario. Tra questi gli italiani Andrea Lodolo sul Rustler 36 Bibi e Guido Cantini sul Vancouver 34 Hannah of Cowes che navigano rispettivamente in 5ª e 7ª posizione.
Le previsioni indicano un indebolimento della fascia di calme: aria leggera, ma meno zone di bonaccia totale. 
 

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