Il mensile pratico del mare domenica, 17 novembre 2019

I razzi di soccorso scaduti
li ritira il venditore


02-07-2016

Un decreto del ministero dell'Ambiente obbliga i distributori a ritirare gratuitamente razzi, boette e altri dispositivi “pirotecnici” di soccorso.

I razzi di soccorso scaduti
li ritira il venditore

A occuparsi  del ritiro di fuochi a mano e razzi di segnalazione scaduti deve essere, gratuitamente, chi li vende. Così stabilisce il nuovo decreto del ministero dell'Ambiente emanato il 12 maggio e pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 14 giugno. Un provvedimento che chiarisce una volta per tutte una delle tante questioni irrisolte della nautica da diporto. Sbarazzarsi di fuochi a mano, boette fumogene e razzi a paracadute scaduti, tutte dotazioni di sicurezza obbligatorie per chi naviga oltre 1 miglio dalla costa, è stato finora un rebus. Essendo classificati “materiali esplosivi” nessuno li accettava indietro e accumularli a bordo costituiva un rischio. Da qui soluzione estemporanee, pericolose e illegali come spararli a capodanno, gettarli in mare o nei cassonetti dei rifiuti.

Il provvedimento del ministero dell'Ambiente, in vigore dal giorno della sua pubblicazione in Gazzetta, ora prevede che gli “articoli pirotecnici scaduti, in disuso o comunque non più suscettibili di uso per le finalità cui sono destinati” debbano essre raccolti gratuitamente dal distributore. Nel punto vendita a questo scopo deve essere predisposto un apposito contenitore, rispondente a precise norme in maniera tale da non costituire un pericolo. A ritirare il materiale devono provvedere il fabbricante e l'importatore per poi trasportarlo in appositi impianti di smaltimento. Al rivenditore di questi segnali di soccorso spetta anche il compito di indicare con avvisi al pubblico le modalità e i luoghi di consegna. Un obbligo previsto anche per chi effettua vendite on-line o con altre tecniche di comunicazione a distanza.