SalvaMare, una legge inapplicata
Quattro anni dopo, 8.000 tonnellate di detriti tornano in acqua: Marevivo denuncia i rischi per la salute umana legati alle microplastiche
A quattro anni dall'entrata in vigore della legge n. 60/2022, detta SalvaMare, l'Italia non ha ancora emanato i decreti attuativi che permetterebbero ai pescatori di conferire a terra i rifiuti accidentalmente recuperati in mare (plastica, metalli, pneumatici, vetro) attraverso un sistema organizzato di raccolta e smaltimento. Circa 8.000 tonnellate di detriti finiscono così per essere reimmesse in mare o smaltite in modo improprio.
A denunciarlo è Marevivo, che il 14 maggio ha rinnovato il proprio appello alle istituzioni, richiamando anche i crescenti rischi per la salute umana: studi dell'Università della Campania Luigi Vanvitelli documentano che le persone con microplastiche nelle placche arteriose hanno un rischio 4,5 volte superiore di infarto, ictus e morte cardiovascolare.
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