Il mensile pratico del mare venerdì, 25 giugno 2021

Una task force
contro le collisioni


11-05-2021

L'impatto con un oggetto alla deriva è tra i maggiori problemi di chi naviga in mare, la classe Imoca e il Polé Mer Bretagne Atlantique invitano a collaborare per ridurne i rischi.

Una task force
contro le collisioni
La navigazione in mare contempla una serie di rischi, tra i quali l'impatto con un oggetto alla deriva o con un grande cetaceo. Difficile da evitare, specie di notte, la collisione con ostacoli a pelo d'acqua è tra i principali incubi per gli equipaggi impegnati nelle grandi regate oceaniche come Vendée Globe o The Ocean Race, ma ma costituisce un serio pericolo anche per il semplice crocerista. Un tema cruciale della sicurezza in mare che per alcuni mesi è stato al centro del dibattito tra un gruppo di team velici di diverse classi, una proficua discussione dalla quale l'associazione Classe Imoca e il Polo marittimo Bretagne Atlantique hanno preso spunto per lanciare un bando aperto rivolto a esperti di vari settori (biologi marini, meteorologi, fisici, matematici, aziende di strumenti nautici, skipper professionisti, etc.) per inviare proposte e progetti utili ad affrontare il problema. Idee da finanziare e realizzare durante il 2022, con la speranza di disporre già dal 2023, di un efficace sistema di prevenzione.
 
Esistono già alcuni sistemi nati con questo scopo. Per esempio nell'ultimo Vendée Globe oltre la metà delle barche era munita di Oscar, uno strumento che accoppia una telecamera termica a una in grado di riconoscere le forme in superficie, però «non esiste ancora una soluzione di rilevamento nella zona di profondità da 0 a 10 metri», spiega Damien Demoor di Naval Group. Un'altra tecnologia impiegata su molti Imoca 60 è il Pinger Whileshield, un sensore a ultrasuoni sviluppato dall'australiana Future Oceans che si posiziona a prua con lo scopo di tenere lontani i cetacei. Tuttavia «non si può parlare solo di balene poiché ci sono 89 specie di cetacei – puntualizza Olivier Adam, specialista in bioacustica -. Alcuni sono timorosi e saranno ricettivi agli ultrasuoni emessi dal pinger della barca, ma altri sono piuttosto curiosi e quindi attratti. È quindi difficile sapere quando accendere o meno il trasmettitore».

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