È scomparso uno dei giramondo italiani con più miglia lungo la scia di poppa. Aveva 57 anni
Andrea Pestarini è scomparso venerdì 13 marzo mentre si trovava in barca alle isole Fiji. Negli ultimi anni aveva avuto gravi problemi di salute ma a coglierlo di sorpresa è stato un malore improvviso. Aveva 57 anni.
Andrea lascia la compagnia di sempre, Chicca Bono, e una delle rotte più estese tra quelle percorse da un velista italiano. Aveva cominciato a navigare da ragazzo e non aveva più smesso, costruendo nel tempo un curriculum che copriva entrambi gli emisferi e tutte le latitudini, dai tropici alle regioni polari.
La prima volta che lo incontrai era al Salone Nautico di Genova. Raramente vedevo mio padre concedersi momenti di esultanza, ma quando compariva Andrea col suo fare timido, i capelli arruffati e lo sguardo indagatore, lo accoglieva con gli onori di un navigatore straordinario. Avevamo quasi la stessa età, io andavo all'Università e sognavo di diventare una rock star e lui aveva già attraversato in lungo e in largo gli oceani.
La sua barca "storica" era il Mai Stracc, un ketch di 36 piedi disegnato da Laurent Giles e varato nel 1975, con cui aveva percorso la maggior parte delle sue rotte, doppiato Capo Horn, attraversato il Canale di Drake e raggiunto l'Antartide.
Con lo stesso Mai Stracc aveva raggiunto l'Alaska, percorso in solitario 4.700 miglia di Pacifico australe e infine, nel 2018, era tornato a Bocca di Magra, il porto da cui era partito per la prima volta nel 1995.
Negli ultimi anni aveva avviato un programma di crociere a bordo di Durlindana, un ketch in ferro di 21 metri con cui alternava le alte latitudini ai tropici.
Un amico comune mi aveva detto che avrei dovuto coinvolgerlo in uno dei miei podcast. Ed io ci ho riflettuto... troppo a lungo a quanto pare. Lascio la chiusura di questo breve ricordo a una frase tratta da Il tempo immobile l'ultimo dei tre libri che Andrea ci ha lasciato:
...devo tornare a vivere nell'unico modo che conosco, con passione e con la determinazione che mi spinge a cercare di vedere cosa c'è dietro la prossima isola, dove si nasconde la mia dose di serenità, di capire come posso fare per raccontare bellezza e mostrare bellezza. Io che non cammino su un filo in cielo, che non so cantare, ma sono un bravo marinaio e scribacchio, devo trovare il mio modo e devo trovarlo a spese mie.
(Alberto Casti)