Addio Charlie Dalin. Aveva 42 anni
Il vincitore dell'ultimo Vendée Globe si è spento l'11 giugno a Quimper. Aveva corso il giro del mondo malgrado un raro tumore tenuto segreto fino alla fine della regata
Charlie Dalin è morto l'11 giugno all'ospedale di Cornouaille, a Quimper. Aveva 42 anni. Architetto navale, cresciuto al Havre, era diventato uno degli skipper più completi della sua generazione: metodico, freddo, capace di leggere la meteorologia con una precisione che i suoi avversari descrivevano come quasi scientifica. Lo chiamavano "la macchina".
Noi lo ricordiamo in particolare per il Vendée Globe vinto il 14 gennaio 2025. Solo lo scorso 8 ottobre, con l'uscita del libro La Force du destin, si era saputo che aveva completato quella straordinaria impresa malgrado fosse affetto da una forma di cancro rara e aggressiva, diagnosticata poco prima della partenza da Le Sables-d'Olonne. Durante tutta la regata aveva gestito da solo la terapia, tra una manovra e l'altra.
La decisione di partire era stata sofferta. L'oncologo dell'Institut Gustave-Roussy di Parigi aveva dato il via libera, la moglie Perrine anche con la condizione tornasse presto. E così Dalin ha fatto tant'è che olte a vincere il giro del mondo senza scalo e insolitario ha stabilito anche il nuovo record col tempo di 64 giorni, 19 ore e 22 minuti.
Al riconoscimento sportivo si aggiunsero presto quelli istituzionali: Dalin nel 2025 è stato eletto velista dell'anno da World Sailing e dalla Federazione Francese della Vela in entrambi i casi all'unanimità. Una doppietta che non aveva precedenti.
Dopo la vittoria, un'operazione chirurgica importante, poi mesi di terapie, infine il tentativo di una cura sperimentale negli Stati Uniti che però non ha dato i risultati sperati. Il giovane navigatore francese ha continuato a lavorare fino a quando ne aveva ha le forze: stava preparando un romanzo grafico per il figlio Oscar, che ha otto anni, perché restasse qualcosa di suo anche quando lui non ci sarebbe più stato.
La vela perde un navigatore eccezionale, un uomo che ha saputo affrontare le burrasche reali e quelle interiori con la caparbietà e la serenità che si addice solo ai grandi marinai.