Il mensile pratico del mare lunedì, 18 febbraio 2019

Golden Globe Race:
Van Den Heede resiste


02-01-2019

Il velista francese supera l'equatore e mantiene l'inseguitore Mark Slats a oltre 800 miglia di distanza. Ma prima dell'arrivo ci sono almeno altri 18 giorni di regata.

Golden Globe Race:
Van Den Heede resiste

Riuscirà Jean-Luc Van Den Heede a vincere il Golden Globe Race? Il 73enne velista francese ormai dal 1° luglio 2018 (giorno della partenza) è tra il gruppo di testa del giro del mondo in solitario disputato con barche e attrezzature Anni 60. Il 2 gennaio 2019 “Matmut”, il suo Rustler 36, si trova a 2.456 miglia dall'arrivo e procede a una media di 5,7 nodi, velocità che se dovesse essere mantenuta lo porterebbe al traguardo di Les Sables d'Olonne (Francia) tra 18 giorni. A insidiargli la vittoria c'è però Mark Slats a bordo di "Ohpen Maverick", lo skipper olandese attualmente si trova a 3.314 miglia dal traguardo e procede a una velocità di 6,5 nodi; se le condizioni dovessero restare queste il suo ritardo stimato al traguardo è di 3 giorni. Il vantaggio di Van Den Heede sembrerebbe tale da garantirgli una certa sicurezza, se non fosse che naviga sottoinvelato ormai dal 5 novembre scorso, quando a 1.900 miglia da Capo Horn ha danneggiato l'albero a causa di una scuffia. L'incidente in un primo momento sembrava doverlo costringere a una sosta in Cile per le riparazioni, soluzione che lo avrebbe però escluso dalla classifica generale e relegato nella categoria “Chichester”. Il caparbio fuoriclasse francese ha invece deciso di proseguire con un armo di fortuna e dopo avere doppiato il leggendario promontorio ha risalito l'Atlantico, percorrendo con la barca danneggiata oltre 6.000 miglia fino a superare il mare dei Sargassi.

Passata a cavallo delle feste natalizie la zona delle calme equatoriali, Van Den Heede si trova in queste ore al largo di Capo Verde, in un momento cruciale della regata dove ogni decisione diventa fondamentale per mantenere il vantaggio su Slats. Quest'ultimo segue a 858 miglia di distanza mantenendo una velocità di quasi un nodo in più rispetto all'avversario, ma ha ancora l'equatore davanti. Ciò vuol dire che dovrà inventarsi qualcosa se vuole provare a vincere la regata. Intanto il primo gennaio anche Istvan Kopar ha doppiato Capo Horn, il velista statunitense a bordo di “Puffin” chiude il gruppo dei quattro concorrenti (l'altro è l'estone Uku Randmaa) entrati in oceano Atlantico; il quinto solitario ancora in gara, dei 18 partiti, è lo svedese Tapio Lehtinen, che prosegue a rilento nel Sud Pacifico.

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