Il mensile pratico del mare mercoledì, 26 giugno 2019

Pabuk minaccia
la Thailandia


04-01-2019

La tempesta tropicale originatasi nel mar meridionale cinese ha messo in allarme la provincia di Surat Thani con venti previsti a 60 nodi e onde fino a 5 metri

Pabuk minaccia
la Thailandia
Si chiama Pabuk e potrebbe essere la peggiore tempesta tropicale dal 1989, quando il tifone Gay causò nella stessa area la morte di oltre 900 persone.
Secondo il dipartimento meteorologico thailandese la forte depressione che si è originata il 1° gennaio nel Mar cinese meridionale, dovrebbe colpire la costa della Thailandia sud orientale entro sabato 5 gennaio.
Al momento i venti soffiano a 45 nodi alzando onde alte 3 metri ma l'intensità è prevista in aumento con venti fino a 60 nodi e onde di 5 metri. 
 
“Sono attese forti precipitazioni e dobbiamo essere preparati ad alluvioni e al conseguente impatto che ciò avrà sui trasporti" ha dichiarato il primo ministro Prayuth Chan-ocha.
A essere in pericolo risulta in particolare la provincia di Surat Thani di cui fanno parte rinomate località turistiche come le isole Koh Samui, Koh Tao e Koh Phangan.
Oltre 2.000 persone sono state sfollate e in oltre 16 province thailandesi si stanno preparando ad affrontare la minaccia di Pabuk con la costruzione di canali di drenaggio per scongiurare allagamenti, la mobilitazione delle forze di sicurezza, il divieto alle imbarcazioni di mollare gli ormeggi e l'installazione di campi medici. 
 
È un dato di fatto ormai che a causa del riscaldamento climatico le tempeste tropicali si verificano con sempre maggiore frequenza; la stagione degli uragani è sempre meno definita: di durata maggiore rispetto al passato ed estremamente attiva. In più le tempeste tropicali stanno interessando aree che in precedenza non ne erano mai state toccate.
Negli ultimi tre anni la stagione degli uragani è stata eccezionale, in particolare nella parte settentrionale dell’Atlantico e del Pacifico.
 
Ne parliamo diffusamente sul numero di Bolina in edicola con una inchiesta del navigatore Jimmy Cornell.