Un confronto tra 7 formulazioni in tre mari europei conferma che le vernici prive di biocidi offrono il miglior equilibrio tra efficacia e impatto ambientale
In base a uno studio realizzato dalla Chalmers University of Technology, con università e istituti di ricerca svedesi, danesi e francesi, le vernici migliori per efficacia antivegetativa e tollerabilità ambientale sono quelle a base di silicone e prive di biocidi. Lo rivela un confronto tra 7 formulazioni commerciali, condotto tra la primavera e l'autunno del 2023 a Tjärnö, in Svezia, Hundested, in Danimarca, e nella baia di Arcachon, in Francia, e pubblicato lo scorso marzo sul
Journal of Hazardous Materials.
Le vernici comprendevano 5 formulazioni a base di ossido di rame, una a base di tralopyril e piritione di zinco, e una siliconica priva di biocidi. Dopo 4 mesi di immersione, la pittura siliconica ha mostrato il punteggio di incrostazione più basso (3,6%), seguita dal tralopyril (7,4%), mentre le vernici al rame si sono attestate tra il 13,1% e il 20,9%, senza differenze significative legate al loro contenuto di rame.
Sul piano ambientale si conferma dunque il vantaggio del silicone, mentre nessuna vernice al rame ha rispettato la soglia di rischio, ovvero la concentrazione di sostanze nocive alla soglia ritenuta sicura per la vita marina è stata superiore nel Kattegat e nello Skagerrak, mentre 4 su 5 l'hanno rispettata in Atlantico. L
Peggio ancora il tralopyril che ha raggiunto tasso di nocività quasi 4.000 volte oltre il limite.
Lo studio, realizzato nell'ambito del progetto "Getting to the bottom" finanziato dall'agenzia svedese Formas, conclude che la vernice al tralopyril, pur commercializzata come "ecologica" in Danimarca e in Francia, resta la meno sostenibile delle 7 testate, mentre quelle al rame risultano accettabili solo riducendo il contenuto di Cu2O (ossido di rame).