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DDL Risorsa mare promosso a pieni voti


30-04-2026

Varata la legge presentata dal ministero per le Politiche del Mare con importanti interventi sul diporto nautico. Bandiere estere colpite e affondate. Il dossier della Commissione Ambiente e Trasporti

DDL Risorsa mare promosso a pieni voti
Non sono servite le proteste, la raccolta di 936 firme, né il coinvolgimento del Dipartimento per gli Affari Esteri e l'interessamento della Commissione Europea.  Con 149 voti favorevoli, 32 contrari e 63 astensioni il 29 aprile il DDL risorsa mare è stato approvato senza alcun emendamento alla Camera dei Deputati diventando legge.
 
Confermati dunque gli articoli che avevano fatto più discutere i diportisti, su tutti il 26-ter che impone ai residenti in Italia proprietari di imbarcazioni battenti bandiera estera fino a 24 metri di dimostrare l'idoneità alla navigazione del proprio mezzo, attraverso certificazioni emesse dallo Stato di bandiera o sottoponendo la stessa a una perizia quinquennale presso un organismo tecnico notificato.
 
L'obiettivo dichiarato è quello di tutelare l'ambiente e la sicurezza della navigazione, quello tacito di porre un freno alla fuga dei diportisti verso bandiere estere imponendo ai loro armatori, come avviene per le imbarcazioni battenti bandiera italiana, una licenza di navigazione con relativo rinnovo. Detto questo battere bandiera estera potrebbe continuare a risultare conveniente per le dotazioni di sicurezza. Almeno per adesso. Nel settore del charter, per esempio, è stato deciso che "il noleggiante ha l'obbligo di integrare le dotazioni delle unità di bandiera estera qualora queste non soddisfino i requisiti minimi prescritti dalla normativa italiana".
 
Confermato anche il vincolo per i soci dei Centri di Istruzione per la Nautica (le strutture didattiche gestite dalla Lega Navale Italiana o da Asd che operano senza scopo di lucro) di poter accedere ai corsi per la patente nautica solo a un anno da quello in cui ci si è associati. L'obiettivo è evitare che qualcuno si iscriva al circolo solo per frequentare il corso a condizioni agevolate entrando in competizione con le scuole nautiche commerciali che non godono delle stesse agevolazioni fiscali.
 
Sancito pure il divieto per gli stessi CIN di fare "promozione commerciale al di fuori del perimetro associativo dell'attività di formazione e di preparazione dei candidati agli esami per il conseguimento delle patenti nautiche".
 
Ci sono anche modifiche attese da tempo per il charter, l'amministrazione, le sanzioni, le patenti nautiche, la cantieristica, le attività subacquee, l'estensione della Zona Contigua, etc. per le quali rimandiamo ai nostri precedenti articoli e al Dossier redatto il 3 aprile dalle Commissioni riunite Ambiente e Trasporti.
 
 

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