Il mensile pratico del mare giovedì, 21 gennaio 2021

È scomparso
Franco Malingri


09-01-2021

Si è spento l'8 gennaio a Milano il capostipite della più celebre "tribù" di velisti italiani. Aveva 86 anni.

È scomparso
Franco Malingri
Il 2021 comincia male, all'insegna di un lutto nella vela italiana. Franco Malingri, capotribù di una folta schiera di navigatori, si è spento a Milano l'8 gennaio. 
Classe 1934, l'ingegnere torinese, ma milanese di adozione, era fratello di Doi e padre di Vittorio, Enrico e Francesco.
Alcuni lo ricorderanno per le imbarcazioni, i Moana 45, 39, 33, 30 e, 60 disegnati e costruiti insieme a Vittorio, qualcun altro perché egli stesso partecipò alla Whitbread nel 1973 insieme a Doi, o perché, oltre al giro del mondo in famiglia concluso nel 1978, prese parte a tre Ostar, transoceanica in solitario dall'Inghilterra agli Usa.
 
«La prima Ostar – ricordò a Bolina alla vigilia della terza transatlantica –  l'ho fatta (nel 1988, ndr) con il Moana 39, perché avevo quello disponibile; la seconda (nel 1992, ndr) ero sul Moana 27 perché volevo provare una barca piccola; la terza provo a farla sperimentando una vecchia idea: mi affascina lo studio e la tecnica da applicare per la massima velocità», era il 1996, Franco aveva 63 anni e la barca che aveva progettato e costruito per l'occasione era Star Treck, un avveniristico prototipo di trimarano di 10 metri provvisto di alette laterali che ne favorivano il sollevamento: «L'idea non è nuova – aveva commentato – aliscafi e navi da tempo adottano le alette che a velocità sostenuta alzano le prue, liberano la spinta idrostatica e con dolcezza penetrano le onde». Chissà cosa ne pensava, Franco, degli attuali Ac75...
 
Star Treck aveva anche volumi estremamente ridotti. Di fatto era costituito da un abitacolo centrale con due scafi laterali.
«La scarsa abitabilità in barca  – aveva commentato all'epoca –  non mi ha mai spaventato, sono un montanaro: quand'ero piccolo dormivo in buchi di ghiaccio a 3.500 metri». E nella sua vita ne aveva fatte di tutti i colori, come quando ai tempi dell'università aveva esplorato l'Africa risalendo il Nilo e ridiscendendo il Congo. Amava la montagna, gli sci e i lunghi cammini come quello di Santiago in cui si era cimentato anche recentemente, indossando una protesi di sua ideazione per sopperire all'assenza di una gamba che aveva perso qualche anno prima. Un avventuriero a tutto tondo, insomma, un esploratore dei luoghi e delle possibilità.
 
Industrioso, geniale, sempre con una nuova sfida da inseguire e ostinato al punto da risultare burbero a chi non sapeva coglierne lo spirito invece fortemente libertario. Un maestro per molti navigatori tra cui Giovanni Soldini, entrato da giovanissimo nelle scuderie della famiglia dei "matti per la vela", quelli nati con la barra del timone e le scotte in mano, e con più miglia che chilometri alle spalle.
Ma Franco Malingri è stato anche l'ideatore dei timoni a vento Mustafà, che hanno tenuto la rotta per centinaia di imbarcazioni attraverso gli oceani, del gommone volante e ancora co-autore, insieme a Mario Devetag, del volume Moana la crociera d'Altura, un testo irrinunciabile per i tanti che hanno seguito il richiamo del mare aperto.
 
Negli ultimi anni si era cimentato addirittura nella letteratura Sci-fi con il romanzo I & Aì pubblicato dalla nostra casa editrice nel 2007 (oggi fuori catalogo). 
Una figura poliedrica, dunque, seminale, che ha lasciato molto su questa terra. 
Buon vento, Franco, che i venti ti siano favorevoli.